Rivoluzione nei musei: la Dott.ssa Frascella spiega come la robotica salva il patrimonio culturale

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La Dottoressa Frascella si occupa di robotica applicata al patrimonio culturale, con l’obiettivo di migliorare la conservazione, lo studio e la fruizione dei musei archeologici. Un problema poco noto è che nei musei italiani, così come all’estero, solo il 10-15% dei beni è effettivamente esposto: il resto resta nei depositi, spesso saturi e con condizioni non sempre ottimali. Il personale museale non è sufficiente per garantire la gestione e l’accessibilità di tutti i reperti.L’autonomia che fa la differenzaPer rispondere a queste criticità, il CCHP ha sviluppato un sistema per automatizzare i processi nei depositi: un rover autonomo che movimenta i contenitori e una piattaforma per la digitalizzazione automatica dei reperti. Utilizzando due bracci robotici, uno sostiene l’oggetto su un supporto trasparente e l’altro lo scansiona a 360 gradi, creando copie digitali ad alta precisione. Questo permette di conoscere esattamente la posizione dei reperti, alleggerire il personale dalla movimentazione fisica e produrre modelli utili sia per lo studio che per la fruizione pubblica, anche da remoto.Anche per la conservazione dei parchi archeologici la robotica gioca un ruolo fondamentale. In Italia ci sono 298 parchi e aree archeologiche, e monitorarli costantemente con il solo personale umano è impossibile. A Pompei, ad esempio, opera un rover chiamato Ringhio, dotato di telecamere e sospensioni per muoversi su strade irregolari. Il sistema confronta le immagini nel tempo, rilevando anomalie o degrado e segnalando automaticamente l’intervento necessario. Il rover funziona da remoto, è dotato di sistemi di sicurezza e consente di alleggerire il personale da compiti ripetitivi, concentrandosi su attività scientifiche. Versioni più piccole del rover permettono di monitorare anche le aree più strette delle insule.Il progetto RepairL’intelligenza artificiale è fondamentale in tutti questi sistemi, consentendo ai robot di muoversi e agire in autonomia, adattandosi all’ambiente e alle attività da svolgere. Attività pratiche e ripetitive vengono affidate alle macchine, lasciando agli studiosi e curatori più tempo per lo studio e la ricerca. Un esempio concreto è il progetto Repair, dedicato alla ricomposizione dei frammenti di affreschi di Pompei. Sensori e scanner acquisiscono forma, colore e composizione chimica dei frammenti, mentre l’intelligenza artificiale coordina due bracci robotici per ricomporli sia digitalmente sia fisicamente, riducendo tempi e rischi e consentendo agli studiosi di concentrarsi sull’analisi storica.Condotto e ideato da Rosanna Piras.The post Rivoluzione nei musei: la Dott.ssa Frascella spiega come la robotica salva il patrimonio culturale appeared first on Radio Radio.