“La sordità è un problema nascosto: ne vediamo solo una parte e, anzi, il grosso è sotto il pelo dell’acqua”. Usa una metafora Domenico Rosario Cuda, direttore di Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Piacenza e presidente della Società italiana di Audiologia e Foniatria (Siaf), parlando con LaSalute di LaPresse alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Udito. “Sono circa 7 milioni gli italiani con una qualche forma di indebolimento dell’udito, mentre a fare i conti con problemi più impattanti sono ben 2 milioni di connazionali”. Ma attenzione: diamo per scontato che questo problema sia collegato all’avanzare dell’età, mentre i dati segnalano un’impennata delle visite tra i 45 e i 54 anni, con un +38% negli ultimi due anni tra i giovani di 18-24 anni. Insomma, anche i numeri dell’Osservatorio Cup Solidale confermano lo spostamento dei bisogni verso la popolazione attiva.Le visite aumentano a 45 anni e fra gli over 18Dalla piattaforma Cup Solidale tra il 2024 e il 2025 emerge la crescita netta delle visite otorinolaringoiatriche, passate da 5.329 a 8.060 (+51%). Sebbene la fascia over 65 registri l’incremento maggiore (+80%), nella fascia 55-64 c’è stato un sonoro +71%, a 45-54 anni un +53% e a 18-24 anni un +38%. Musica alta per troppo tempo, rumore eccessivo, stimoli ambientali, una vita sugli schermi con le cuffiette sempre nelle orecchie, ma anche infezioni e forme genetiche: sono tante le insidie per l’udito. Per proteggerlo “sono molto utili le app sullo smartphone che segnalano se si è ascoltata musica a volumi troppo elevati o troppo a lungo. O che eseguono un monitoraggio del rumore di fondo”, dice Cuda.Apparecchio acustico, la forza dello stigmaMentre proliferano anche via social le offerte di apparecchi acustici, “lo stigma resiste – avverte Cuda – Il fatto è che questi dispositivi vengono identificati con lo stereotipo dell’anziano, ma l’ipoacusia c’è anche nel giovane e nel giovanissimo. E la pubblicità che identifica i problemi di udito con il nonno o la nonna a mio parere è controproducente”. E quella dei costiOltre a quella estetica, la seconda barriera che frena gli italiani “è economica. Molte persone non hanno le possibilità di acquistare gli apparecchi. C’è, insomma, una barriera economica. Negli Stati Uniti per superarla hanno dato il via libera agli apparecchi acustici Otc, dispositivi medici limitati agli adulti che hanno degli standard da rispettare pur non essendo soggetti a prescrizione. Una rivoluzione ‘varata’ tre anni fa e promossa da una serie di studi”. Ma quanto costa un apparecchio acustico in Italia? “Non meno di 2mila euro l’uno, nel caso delle versioni digitali, mentre il rimborso è parziale e non supera gli 800-1.000 euro: il differenziale lo deve pagare il paziente. Fanno eccezione i bambini”, chiarisce il presidente, convinto che a tenere lontani gli italiani da questi dispositivi sia anche una questione economica. La raccomandazione agli italiani“Il mio messaggio agli italiani è di non sottovalutare le difficoltà di udito: se perdete qualche parola, specie nei contesti in cui c’è rumore, fatevi vedere subito da un medico otorino o audiologo. Non pensate all’apparecchio, ma passate dallo specialista. Anche perché non è detto che il dispositivo sia la soluzione giusta. Per prima cosa serve la diagnosi. Inoltre in Italia stanno arrivando nuove soluzioni Otc, come ad esempio gli occhiali acustici dotati di altoparlanti invisibili”. Questo articolo L’udito cala anche nei giovani, i numeri in Italia tra costi e stigma proviene da LaPresse