L’onda d’urto del conflitto in Medio Oriente travolge anche la base militare di Ali Al Salem, in Kuwait, che è finita nel mirino della controffensiva di Teheran, subendo danni pesantissimi. Secondo quanto riporta l‘agenzia Dire, l’impatto dei missili avrebbe devastato l’area logistica della struttura, riducendo in cenere almeno 50 alloggi e distruggendo i parchi macchine. I militari che lì si trovavano sarebbero tutti incolumi ma bloccati nei bunker con scorte sufficienti per 10 giorni.I militari bloccati nei bunkerIl ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che i circa 300 connazionali dislocati nella base risultano «tutti incolumi». Tuttavia, la situazione all’interno della struttura resta critica: i soldati italiani si trovano rifugiati nei bunker ormai da tre giorni. Sebbene siano al sicuro, il disagio è estremo. Molti di loro, riferiscono le fonti a Dire, «hanno perso tutto» ciò che avevano nelle loro camere, rase al suolo dalle esplosioni, e sono riusciti a mettersi al riparo portando con sé solo l’uniforme che indossavano al momento dell’allarme.L’autonomia delle scorte e l’ipotesi rimpatrioOltre alla perdita dei beni personali e degli alloggi, emerge il problema della logistica di emergenza, soprattutto perché «il cibo disponibile sarebbe sufficiente per circa 10 giorni». Vista la criticità della situazione, le rappresentanze dei lavoratori in divisa hanno chiesto interventi drastici. Fonti sindacali raggiunte dall’agenzia Dire hanno infatti lanciato un appello chiaro al governo, sottolineando come, data la distruzione delle infrastrutture abitative e il perdurare del rischio missilistico, «sarebbe necessario organizzare il rimpatrio dei militari italiani». Al momento, la Difesa monitora la situazione ora per ora, valutando se sia possibile ripristinare le condizioni di sicurezza o se occorra procedere con l’evacuazione del contingente.L'articolo Pioggia di missili sulla base in Kuwait con i soldati italiani, alloggi distrutti: «Sono nei bunker, hanno perso tutto» proviene da Open.