Le parole, a volte, pesano come un macigno. Per chi convive con l’obesità, il ricorso a un linguaggio offensivo rappresenta un fardello ulteriore che può ostacolare l’accesso alle cure e peggiorare la qualità della vita. In occasione del World obesity day, l’associazione Parole Ostili, in collaborazione con Eli Lilly, lancia il primo glossario europeo che promuove un linguaggio rispettoso, inclusivo e accurato. “Le parole hanno un peso reale: possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura”, riflette Rosy Russo, presidente di Parole Ostili. “Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli: cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone”. Il glossario‘Non c’è forma più corretta’ è a disposizione di media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini. Da body shaming a grassofobia, da body positivity a curvy, taglia forte, grasso e obeso, il vademecum illustra 25 concetti che con ogni probabilità utilizziamo in modo improprio o di cui non conosciamo il significato esatto. Definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come una patologia cronica complessa e multifattoriale, l’obesità è determinata dalla combinazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali. Eppure, molto spesso, nell’immaginario collettivo e nel racconto pubblico viene ricondotta esclusivamente alla responsabilità individuale. Lo stigma sociale Secondo l’Istituto superiore di sanità, lo stigma influisce negativamente sull’accesso alle cure, sulla qualità della diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti. I pazienti riportano esperienze frequenti di giudizio o semplificazione clinica, che possono portare a ritardi nella diagnosi o alla mancata presa in carico del Servizio sanitario nazionale.“Lo stigma associato alla patologia rappresenta ancora una delle principali barriere per le persone con obesità”, fa notare Federico Villa, associate vice president corporate affairs & patient access di Lilly Italy Hub. “In questo contesto il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno o alimentare esclusione e giudizio”. Questo articolo Obesità, quando le parole pesano: guida a un linguaggio rispettoso proviene da LaPresse