Colla, gas esilarante e spray: lo ‘sballo’ casalingo che intossica il cervello

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Lo ‘sballo’ con sostanze di uso domestico rischia di costare caro. Negli ultimi mesi si parla spesso di colle, materiali chimici e gas esilarante usati per sballarsi e perfino di deodoranti spray. ‘Nuove droghe’ caratterizzate da costi contenuti e insolite modalità di assunzione, che a volte – come il chroming (pratica che consiste nell’inalare sostanze chimiche in spray reperibili in casa per procurarsi uno ‘sballo’, ndr) – diventano rapidamente virali. Ma di che si tratta e quali sono i pericoli per la salute?“In molti casi non si tratta di sostanze nuove in senso stretto. Si parla piuttosto di comportamenti già osservati in passato, che coinvolgono categorie di prodotti noti e presenti da tempo nel panorama tossicologico. La vera diversità, rispetto a prima, è la velocità con cui si propagano queste mode molto pericolose”, dice a LaSalute di LaPresse Carlo Locatelli, past president Società Italiana di Tossicologia Sitox e direttore Centro Antiveleni Irccs Maugeri di Pavia.Intossicazioni da gas esilarante anche a PaviaDalla ‘droga della risata’ ai deodoranti spray da annusare, nel mirino dello specialista ci sono diverse categorie di sostanze che hanno effetti sul sistema nervoso centrale “e che non nascono per essere utilizzate sull’organismo. Tra queste rientrano i solventi e i prodotti a base di colle o composti adesivi, insieme ad altri materiali chimici impiegati in ambito domestico, artigianale o professionale. Oltre al protossido di azoto (gas esilarante, ndr), per il quale già da qualche anno si registrano casi di intossicazione“.“Anche nel nostro reparto Esod (acronimo che sta per Équipe ospedaliera specializzata in dipendenze), ci sono stati ricoveri per abuso di questo gas – segnala lo specialista – Si tratta di categorie di prodotti note da tempo, già osservate in passato, che hanno in comune la capacità di interferire con il funzionamento cerebrale”.Esistono caratteristiche comuni tra queste sostanze? “Sono spesso volatili o comunque rapidamente assorbibili, con effetti che possono includere sedazione, alterazioni delle percezioni e rallentamento delle funzioni cognitive. Un altro elemento comune è l’elevata variabilità delle composizioni chimiche: prodotti apparentemente simili possono contenere miscele diverse, rendendo difficile prevedere con precisione gli effetti sull’organismo”, spiega Locatelli.Facile da reperire e a basso costo: il nuovo sballo“Il fatto che queste sostanze appartengano a categorie di prodotti leciti e di uso quotidiano contribuisce a una percezione attenuata del rischio e a una facile reperibilità a basso costo. Inoltre la variabilità delle formulazioni rende poco efficace un approccio basato sul singolo prodotto. Dal punto di vista della prevenzione, è più utile concentrarsi sui meccanismi generali di danno e sugli effetti sull’organismo”, assicura lo specialista.Gli effetti sul cervello (e sul fegato) dei giovanissimiQuali sono gli effetti principali e i rischi per i giovanissimi? “Queste sostanze agiscono sul sistema nervoso centrale, interferendo con i normali meccanismi neurochimici – puntualizza l’esperto – con effetti che possono includere alterazioni dello stato di coscienza, compromissione delle funzioni cognitive e disturbi della percezione. Si tratta di effetti privi di qualsiasi finalità terapeutica, che possono determinare un impatto negativo sia acuto sia cronico sul funzionamento cerebrale. In alcuni casi, le alterazioni non sono completamente reversibili – avverte – soprattutto in presenza di esposizioni ripetute o in soggetti in età evolutiva”.Non solo il cervello. “Il sistema nervoso centrale è spesso il primo distretto interessato, ma non è l’unico coinvolto. In funzione della composizione chimica delle sostanze e delle miscele” da sballo, “possono manifestarsi effetti tossici a carico di altri organi e apparati, in particolare del fegato, oltre ad alterazioni dei meccanismi della coagulazione e ad altri effetti sistemici. Un elemento critico è rappresentato dall’elevata eterogeneità delle miscele chimiche, che rende variabile il quadro clinico e complessa la previsione dell’evoluzione e della gravità dei danni”, dice il tossicologo.Tossicità nascostaMa quanto sono diffusi questi comportamenti? “I dati esistono, ma sono difficili da intercettare e, di conseguenza, inevitabilmente incompleti. Ad esempio, una persona che arriva in ospedale con un’epatite acuta difficilmente riferisce un comportamento avvenuto settimane prima; nella maggior parte dei casi si procede quindi verso altre ipotesi diagnostiche, come cause virali o autoimmuni. Questo fa sì che una parte significativa degli episodi di tossicità non venga riconosciuta come tale. Per questo motivo i numeri sono verosimilmente sottostimati e non restituiscono la reale dimensione del fenomeno”.Capitolo psicofarmaciC’è poi un altro elemento che preoccupa il tossicologo. “L’uso non controllato di psicofarmaci tra gli adolescenti. Si tratta di un fenomeno numericamente più consistente rispetto ad altre forme di consumo e che merita un’attenzione specifica”.In questo caso si usano farmaci nati per trattare condizioni precise “e che dovrebbero essere assunti esclusivamente all’interno di un percorso medico. L’uso improprio può comportare effetti rilevanti, soprattutto in una fase delicata come l’adolescenza”.Giovani e sballo: l’effetto dei social“Oggi una parte significativa del consumo problematico tra i giovani riguarda sostanze legali ad azione psicoattiva. È un fenomeno complesso, che richiede strumenti diversi rispetto al passato: informazione corretta, attenzione al contesto familiare e scolastico e una riflessione più ampia sul rapporto tra disagio, accessibilità e uso delle sostanze”, riflette Locatelli. Spesso chiamiamo in causa i social, ma che ruolo hanno davvero? “I social incidono soprattutto sulla visibilità del fenomeno. Rendono più accessibili e rapidamente condivisibili contenuti che riguardano comportamenti già esistenti, senza modificarne la natura o gli effetti potenziali. Dal punto di vista sanitario, il quadro resta sostanzialmente invariato, ma cambia il modo in cui viene percepito e raccontato”, conclude il tossicologo.Questo articolo Colla, gas esilarante e spray: lo ‘sballo’ casalingo che intossica il cervello proviene da LaPresse