Ripercussioni economiche della guerra in Iran, l'Italia si mobilita

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AGI - L'intensificarsi delle operazioni militari in Medio Oriente sta spingendo il settore industriale italiano e le autorità pubbliche ad attivare meccanismi eccezionali di monitoraggio e supporto per le imprese, mentre i mercati energetici stanno registrando i primi segnali di tensione e crescono i timori di uno shock duraturo su prezzi, logistica e commercio internazionale.A Milano, Assolombarda ha annunciato il lancio di un help desk online progettato per supportare le aziende in quello che descrive come un periodo di "crescente incertezza". Operativo da oggi, questo servizio si propone di fornire aggiornamenti regolari sugli sviluppi geopolitici e un supporto concreto sui principali fattori di rischio: la sicurezza del personale e dei viaggi internazionali, l'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, le interruzioni logistiche e i ritardi della catena di approvvigionamento, la gestione dei contratti di esportazione, la conformità normativa e la copertura assicurativa contro il rischio geopolitico."L'escalation in Medio Oriente è per noi fonte di preoccupazione per le sue drammatiche conseguenze umane e le sue inevitabili ripercussioni economiche", ha dichiarato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda. Il "quadrilatero" industriale lombardo – Milano, Monza-Brianza, Pavia e Lodi – intrattiene forti relazioni commerciali con gli Stati del Golfo. L'interscambio ammonta a 3,7 miliardi di euro all'anno, cifra che sale a 5,1 miliardi di euro se si includono tutti gli Stati attualmente coinvolti o colpiti dagli attacchi.Al centro di queste preoccupazioni c'è uno scenario senza precedenti: la potenziale chiusura dello Stretto di Hormuz. Circa il 20% del petrolio mondiale e oltre il 30% del commercio globale di gas naturale liquefatto passano attraverso questa via d'acqua strategica. Un blocco, anche parziale, potrebbe innescare uno shock energetico con effetti immediati sui prezzi del greggio Brent e del gas, nonché sui costi assicurativi del trasporto marittimo.   Sul fronte istituzionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato rappresentanti di diversi settori e aziende per una prima valutazione dell'impatto della guerra in Iran sui mercati petroliferi e finanziari. Secondo Pichetto Fratin, il mercato del gas ha già registrato un incremento del 25%, mentre i servizi tecnici del ministero stanno analizzando le potenziali ripercussioni sui mercati italiano ed europeo. Tajani ha indicato che l'Italia sta lavorando in stretto coordinamento con i partner europei e internazionali per mitigare le conseguenze di una possibile interruzione prolungata dei flussi commerciali: un tema discusso nelle riunioni straordinarie del G7 e del Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea. Ha ribadito il contributo dell'Italia alle missioni navali europee Aspides e Atalanta, incaricate di garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nei corridoi marittimi della regione.Il ministro della Difesa Guido Crosetto, da parte sua, ha sottolineato che la crisi del Golfo costituisce "un nuovo importante elemento di criticità" per l'approvvigionamento energetico globale. I mercati hanno già reagito con un aumento significativo dei prezzi del greggio e un aumento dei premi assicurativi del trasporto marittimo, a volte tra il 30% e il 50%, con il rischio di pressioni inflazionistiche sull'industria e sulla logistica europea. Oltre all'emergenza energetica, il governo sta monitorando anche la situazione del commercio globale. Antonio Tajani ha ribadito gli effetti attesi dall'applicazione provvisoria dell'accordo tra Unione Europea e Mercosur, che prevede l'eliminazione dei dazi su numerosi prodotti europei, generando un risparmio stimato di oltre 4 miliardi di euro all'anno per gli esportatori dell'UE.