La Dicembre al 41% della Giovanni Agnelli Bv: il valore della cassaforte della famiglia scende a 8 miliardi

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La Dicembre Società Semplice, con il suo 41% del capitale, mantiene saldo il controllo nella Giovanni Agnelli Bv, che a sua volta è a capo del sistema Exor. La Dicembre è la cassaforte di famiglia attraverso cui l’avvocato Gianni Agnelli controllava l’impero e attraverso cui oggi John Elkann controlla, attraverso la già citata Giovanni Agnelli Bv, la maggioranza di Exor, holding che è azionista di maggioranza tra le altre di Juventus, Ferrari e Stellantis.Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, all’interno degli equilibri familiari, scende all’interno della Giovanni Agnelli Bv il peso del ramo di Maria Sole che dopo la scomparsa della sorella dell’Avvocato fa cassa e scende nel libro soci della società olandese all’11%. Ma in questo caso ad assorbire queste quote non è il ramo controllato da John Elkann, come è spesso accaduto in passato, ma direttamente la Giovanni Agnelli Bv, che porta così all’11,1% il pacchetto di azioni proprie custodite in portafoglio, divenendo di fatto il terzo azionista della società stessa.L’operazione di compravendita, come previsto dallo statuto del veicolo, rivela anche il valore aggiornato della cassaforte, scesa dai 10 miliardi di euro di inizio 2025 agli attuali 8,2 miliardi. Il meccanismo di determinazione del valore tiene conto del valore mediano dell’azione Exor nel mese precedente la data di rilevazione ufficiale, al netto del debito e delle azioni proprie. Tale valore viene calcolato ogni qualvolta qualcuno della dinastia decide di essere liquidato in tutto o in parte.Sullo sfondo, si registrano infine due novità che coinvolgono Andrea Agnelli, terzo azionista di riferimento del sistema Exor: l’ex presidente della Juventus ha riscritto gli accordi con la sorella Anna nel veicolo che custodisce la quota nella capogruppo olandese confermando la strategicità della partecipazione nella Giovanni Agnelli Bv e apre alla successione nelle società operative con l’ingresso della primogenita Baya nei board delle partecipate.Come detto, la Giovanni Agnelli Bv rappresenta lo scrigno di accesso all’impero della dinastia Agnelli-Elkann, detenendo il 57% del capitale di Exor e tramite il meccanismo di voto multiplo diritti di voto fino all’86%. Alla holding fanno capo gli asset dell’impero nato intorno alla vecchia Fiat e oggi rappresentati da giganti industriali come Ferrari, Stellantis e Cnh. Nel corso dell’ultimo anno, si sono registrati aggiustamenti sensibili per alcuni rami della dinastia. La Dicembre, la cassaforte di proprietà di John (60%), Ginevra (20%) e Lapo Elkann (20%), dopo aver compiuto una scalata all’inizio del 2025 ha mantenuto salda la presa al 41% della Giovanni Agnelli Bv. Una quota rilevante che permette ad Elkann di avere un peso sensibile come singolo azionista sul veicolo di Amsterdam a cui fa capo il 57% di Exor. Basti pensare che nel 2016 la posizione della Dicembre nel capitale della società olandese era al 36%.Per quanto riguarda il ramo di Maria Sole, questo passa dal 12,3% all’11%. Fermo, infine, il ramo di Andrea Agnelli, con una quota dell’8,9%. Quest’ultimo a inizio 2023 deteneva l’11,85% prima della cessione a Elkann di un pacchetto del 2,95% della società di famiglia, ridimensionando così la posizione nel libro soci. In occasione del passaggio di queste azioni, la Giovanni Agnelli Bv valeva 10 miliardi. Nel corso del 2025, il dato era stato fissato a 9,5 miliardi. La recente correzione dei mercati e il ridimensionamento delle quotazioni della holding e di asset come Ferrari, scesa dai 75 miliardi di inizio 2025 ai 60 miliardi attuali o Stellantis sotto i 20 miliardi, hanno però evidentemente avuto riflessi anche sulla ricchezza della cassaforte di famiglia fino agli 8,2 miliardi di oggi.Considerando il valore aggiornato, il 41% di azioni controllate dalla Dicembre passa da un valore di 4,1 miliardi di euro a poco più di 3 miliardi di euro. E quel pacchetto dell’1,3% che il ramo di Maria Sole ha deciso di vendere alla Bv ha portato nelle casse degli eredi circa 100 milioni di euro. La posizione del ramo di Andrea Agnelli nel libro soci della Bv è stata storicamente compresa tra i soci forti della capogruppo. Rispetto alla Dicembre, dove John Elkann fin dalla morte dell’Avvocato grazie alla donazione della nonna Marella ha sempre potuto contare dall’inizio su una posizione di forza del 60%, Andrea Agnelli gestisce la quota con la sorella Anna. E le chiavi di controllo della Giovanni Agnelli Bv sono custodite nella società semplice A&A.Per anni la quota nella vecchia Sapaz, poi sostituita dalla Bv, è stata concentrata nelle mani di Umberto. Dopo la sua scomparsa nel 2004, sono stati chiamati all’eredità la moglie Allegra Caracciolo di Castagneto in ragione di tre noni, i figli Andrea e Anna in ragione di due noni ciascuno e la nipote Virginia Azia in ragione di due noni. Ma non è stata una soluzione definitiva. Gli anni successivi, secondo quanto emerge dalla documentazione raccolta, Andrea e Anna hanno liquidato la madre Allegra e Virginia Azia, diventando titolari dell’intero capitale della società.Il 23 dicembre scorso Andrea Agnelli e la sorella Anna hanno modificato i patti sociali della A&A, il veicolo attraverso cui i due fratelli detengono il pacchetto dell’8,9% nella Giovanni Agnelli Bv. In virtù dei nuovi accordi viene eliminata la possibilità di “realizzo” della partecipazione, confermando così in modo inequivocabile la strategicità del pacchetto nella Giovanni Agnelli Bv. I nuovi patti sociali si limitano a recitare: «La società ha per oggetto l’attività di gestione della partecipazione nella Giovanni Agnelli Bv». Si tratta di un passaggio significativo perché nella storia più recente della Giovanni Agnelli Bv proprio il ramo di Andrea Agnelli è stato più volte indicato come quello più “incerto”, soprattutto dopo la decisione di due anni fa, nel 2023, di vendere il pacchetto del 2,9% alla Dicembre di John Elkann.Infine, lo stesso Andrea Agnelli ha già iniziato a muovere i primi passi per la successione. Nella sua holding personale Lamse, che come veicolo della Giovanni Agnelli Bv controlla insieme alla sorella Anna. Proprio qui, in occasione del rinnovo delle cariche avvenuto lo scorso anno, si è registrato un passaggio significativo con l’ingresso della figlia primogenita di Andrea, Baya, classe 2005, nel Consiglio di Amministrazione di Lamse. Una scelta accompagnata dalla conferma dell’amministratore delegato Francesco Roncaglio e dalla nomina alla presidenza di Anna.Tornando alla Giovanni Agnelli Bv e in virtù degli ultimi cambiamenti, la cassaforte di famiglia è così divisa:Dicembre (John Elkann ed eredi Giovanni Agnelli) – 41%Ramo Maria Sole Agnelli – 11%Ramo Umberto Agnelli (Andrea Agnelli e Anna Agnelli) – 8,96%Ramo Giovanni Nasi – 8,7%Ramo Laura Nasi-Camerana – 6%Ramo Cristiana Agnelli – 5,05%Ramo Susanna Agnelli – 4,7%Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia – 3,4%Ramo Emanuele Nasi – 2,5%Ramo Clara Agnelli – 0,28%