AI e welfare: l'Istituto al centro della trasformazione digitale

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Il convegno promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con INPS e INAIL, tenutosi a Roma lo scorso 27 febbraio, ha posto al centro una questione che riguarda direttamente l’azione quotidiana dell’Istituto: integrare l’intelligenza artificiale nei processi pubblici, garantendo diritti, qualità dei servizi e fiducia delle persone.La sessione mattutina, ospitata nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, ha definito la cornice politica ed europea della trasformazione in atto e ha richiamato la necessità di una governance fondata su regole chiare, responsabilità e tutela della dignità del lavoro.Nel pomeriggio, a Palazzo Wedekind, il confronto è entrato nel merito delle scelte operative dell’INPS e del ruolo dell’Istituto nel governo della transizione tecnologica.Nel welfare pubblico la velocità dei processi deve procedere insieme a trasparenza, tracciabilità ed equità. È in questo equilibrio che si colloca l’azione dell’INPS, chiamato a coniugare innovazione, giustizia sociale ed efficienza amministrativa.Nel corso dei lavori sono intervenuti per l’Istituto Gabriele Fava, Presidente INPS, che ha richiamato la responsabilità degli enti di previdenza nel garantire che l’uso degli algoritmi sia coerente con i principi di giustizia e comprensibilità; Valeria Vittimberga, Direttore Generale INPS, che ha illustrato la strategia dell’Istituto per la costruzione di un modello di intelligenza artificiale del welfare; Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologie informatiche e Innovazione, che ha approfondito il tema della qualità e della governance dei dati; Diego De Felice, Direttore centrale Comunicazione, che ha evidenziato il valore dell’accessibilità e della semplificazione del linguaggio nei servizi digitali.La visione presentata dall’Istituto si fonda su tre direttrici operative: sovranità e governo pubblico dei dati; trasparenza e spiegabilità degli algoritmi; proattività dei servizi, orientata ad anticipare i bisogni e ridurre le asimmetrie informative tra amministrazione e cittadini.In questo percorso si inseriscono strumenti già operativi come SIISL e AppLI. Il SIISL è stato illustrato come ecosistema digitale integrato, capace di collegare dati previdenziali, politiche di inclusione e servizi territoriali, favorendo analisi dinamiche dei percorsi lavorativi e individuazione preventiva delle situazioni di vulnerabilità. L’intelligenza artificiale supporta l’istruttoria e l’orientamento delle politiche, rafforzando la qualità della decisione amministrativa e contribuendo alla riduzione dei tempi di intervento.AppLI opera sul versante dell’incontro tra competenze e opportunità e migliora il matching tra domanda e offerta di lavoro, contribuendo a rendere più efficaci le politiche attive. L’obiettivo è semplificare i processi, ridurre i tempi di lavorazione e aumentare l’occupabilità.Nel dibattito è emersa anche una riflessione sulla sostenibilità del sistema. L’aumento di produttività generato dall’innovazione tecnologica richiede un collegamento strutturale con le politiche di formazione e riqualificazione, affinché il valore prodotto si traduca in opportunità e coesione sociale. In questo quadro, l’INPS è chiamato a svolgere un ruolo di infrastruttura intelligente del ciclo di vita delle persone, capace di leggere segnali, accompagnare transizioni e prevenire fragilità.Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità dei dati e alla loro gestione. Affidabilità, interoperabilità e sicurezza rappresentano condizioni essenziali per garantire efficacia e credibilità ai sistemi di intelligenza artificiale applicati al welfare.Un ulteriore elemento centrale è l’accessibilità. L’innovazione produce valore se è comprensibile e utilizzabile. Per questo l’Istituto sta investendo sulla semplificazione del linguaggio, sull’usabilità delle piattaforme e sull’integrazione tra strumenti digitali e supervisione umana.Il convegno ha confermato il ruolo dell’INPS nel governo della trasformazione digitale del welfare. L’intelligenza artificiale entra nei processi dell’Istituto come leva di qualità, tempestività e prevenzione, all’interno di un quadro di responsabilità pubblica che mantiene al centro la tutela delle persone.