Presto al Senato, molto probabilmente già domani 4 marzo, sarà istituita una Commissione contro le fake news. La proposta è approdata in Aula in queste ore e nelle prossime settimane toccherà alla nomina dei membri, uno per ogni gruppo parlamentare. I tempi non sono ancora definiti, ma con tutta probabilità si concretizzerà dopo il referendum sulla giustizia o in quei giorni. Dubbi a parte, c’è pure qualche certezza: sarà una monocamerale e a presiederla sarà un membro di Italia Viva. La proposta, d’altronde, parte dalla senatrice Raffaella Paita, presidente dei renziani al Senato, che da deputata già nel 2020 presentò un testo simile alla Camera, poi naufragato.La discussione di oggiQuesta però sembra la volta buona, visto che la Commissione, voluta dal centrodestra, piace molto anche al Partito democratico che assicura che voterà a favore. I compiti «Rispetto al 2020, oggi abbiamo aggiornato i contenuti della proposta», puntualizza Paita interrogata da Open sui compiti della Commissione contro le fake-news. Si lavorerà su più direttrici: «Da un lato, nella proposta si apre alla possibilità di andare a verificare le fake news generate con campagne di disinformazione da Stati ostili all’Unione europea – spiega Paita – dall’altro si tratterà anche il tema delle campagne di odio, penso ad esempio alla questione dell’antisemitismo». «Il tutto tentando di comprendere come l’uso dell’intelligenza. artificiale abbia modificato questi fenomeni», aggiunge.Il rapporto col caso ReportLa Commissione d’inchiesta, in base alle necessità, potrà collaborare anche con altre: «Sul tema dell’odio penso alla Commissione Segre – dice Paita – oppure in merito all’alterazione delle immagini con l’intelligenza artificiale a quella sul femminicidio». Nella lente della Commissione finirà anche il tema spinoso dei dossieraggi, dunque «gli impieghi di documentazione per creare disinformazione», spiega Paita. E il pensiero va subito al caso Bellavia-Report. «Si occuperà poi anche del tema della violenza verbale sui social ai danni di soggetti di vario genere», spiega, con la dovuta precisazione che «non sarà una crociata contro i social network, che sono strumenti che possono fare anche buone cose, ma un tentativo di difendere la verità delle informazioni, un tema che interseca la politica ma anche la privacy dei cittadini e la sovranità del nostro Paese». Le attività di indagine«Nella proposta si pensa anche a iniziative di carattere formativo nelle scuole pensate per i giovani», aggiunge la senatrice di Italia Viva. Che poi parla anche di un obiettivo culturale: «La Commissione farà indagini sulle attività di diffusione massiva di informazioni false, perché questo fenomeno porta alla crisi della notizia e dell’informazione in generale». E conclude: «Si occuperà di tutto ciò che serve, con al centro il tema della disinformazione e dell’origine delle fake news».L'articolo La commissione anti fake news (e anti Report) è pronta. Il pressing di Renzi e l’ok di maggioranza e Pd proviene da Open.