Chi sta pensando di acquistare un nuovo PC nei prossimi mesi rischia di imbattersi in prezzi meno invitanti del previsto. Il motivo non riguarda solo le solite fluttuazioni di mercato, ma un cambiamento strutturale nel costo della memoria, spinto dalla corsa mondiale all’intelligenza artificiale.Secondo i numeri condivisi da HP, la RAM e in generale i chip di memoria pesano oggi molto più di prima sul costo finale di un computer. Un effetto collaterale diretto dell’esplosione di server e data center dedicati all’AI, che stanno prosciugando l’offerta disponibile per il mercato consumer. Durante l'ultima comunicazione ai mercati finanziari, la direttrice finanziaria di HP, Karen Parkhill, ha cercato di spiegare il cambio di scenario quantificandolo in cifre tangibili. Fino allo scorso trimestre, memoria e storage rappresentavano circa il 15-18% del costo di produzione di un PC, una quota tutto sommato gestibile.Per l'anno in corso, HP stima che questa voce salirà intorno al 35% del costo totale, praticamente il doppio. In pratica, più di un terzo del prezzo di un computer deriva ormai solo da RAM e memoria di massa, una proporzione che riduce il margine di manovra dei produttori su tutto il resto della configurazione.Questa impennata sta costringendo i marchi a rivedere strategie di approvvigionamento e politiche di prezzo. La stessa Parkhill ha ammesso che una parte della risposta di HP sarà inevitabilmente fatta di aumenti di prezzo, perché assorbire internamente un raddoppio dei costi di memoria risulta poco sostenibile.Il problema non riguarda solo HP. Anche Samsung ha già segnalato possibili rincari legati alla scarsità di chip di memoria, collegata in modo diretto all'espansione delle infrastrutture per l'AI. Il quadro che ne esce indica un settore hardware che, nel complesso, si prepara a una fase di prezzi più alti per diversi mesi. Nel frattempo HP osserva un cambiamento anche nella composizione delle proprie vendite. Circa il 35% dei PC venduti dall'azienda rientra ormai nella categoria "AI PC", cioè modelli pensati per gestire meglio funzioni di intelligenza artificiale, spesso con hardware dedicato.Questa quota suggerisce che una parte degli utenti sta iniziando a cercare funzioni AI integrate nel PC, ma il segnale non è univoco. Dell, ad esempio, ha dichiarato che i propri clienti non mostrano un interesse così marcato per l'etichetta AI PC.In questa fase di transizione, il rischio è che l'etichetta AI finisca per giustificare configurazioni più costose, mentre molti utenti potrebbero non trarre ancora un vantaggio reale dalle funzioni aggiuntive.E c'è anche da dire che molti brand oramai producono e spingono (a livello di marketing e disponibilità) solo AI PC con tasti Copilot dedicati, processori Intel o AMD di ultima generazione con NPU dedicate e simili. La radice del problema sta nella domanda di server e data center per l’intelligenza artificiale, che consumano quantità enormi di RAM e di chip di memoria avanzata. Ogni nuovo cluster dedicato all’AI richiede banchi di memoria ad alta capacità, spesso con caratteristiche più spinte rispetto a quelle dei PC domestici.Alcuni produttori si stanno spostando in modo netto verso il segmento enterprise. Micron, per esempio, ha ridotto o abbandonato diversi marchi consumer per concentrarsi quasi solo sulla fornitura B2B destinata a data center e infrastrutture AI. In pratica, una parte della capacità produttiva che prima alimentava il mercato dei PC tradizionali oggi finisce quasi interamente nei grandi centri dati.Anche le GPU, indispensabili per addestrare e far girare i modelli di AI, vivono una pressione simile. L’aumento della domanda di schede grafiche per i server contribuisce a far salire i costi lungo tutta la catena dell’hardware, con effetti che si riflettono anche sui prodotti destinati agli utenti finali.Per chi acquista, questo scenario significa che prezzi più elevati rischiano di diventare la nuova normalità almeno nel breve periodo. HP afferma di lavorare per ampliare il numero di fornitori e cercare soluzioni di approvvigionamento a costi più contenuti, nel tentativo di limitare l’impatto sul listino.Il CEO ad interim Bruce Broussard ritiene che il mercato si stabilizzerà con il tempo, man mano che l’offerta di memoria si adeguerà alla nuova domanda. Nell’immediato, però, la pressione resta forte e chi valuta l’acquisto di un PC dovrà mettere in conto che la corsa all’AI non si paga solo nei data center, ma anche alla cassa del negozio.L'articolo I prezzi dei PC stanno per impennarsi: l'allarme di HP sulla RAM e l'IA sembra essere il primo su Smartworld.