“Mi alzo all’una, sono dormigliona. E la sera mi metto a letto intorno alle dieci e mezzo. I dolci? Non li mangio, ma mi concedo due gelati al giorno gusto fiordilatte, quello della vaschetta, e poi i cioccolatini fondenti”. Comincia in modo spiazzante, ribaltando ogni rigida regola sulla longevità, il racconto che Gianna Pratesi affida alle pagine del Corriere della Sera. A pochi giorni dal traguardo dei 106 anni (li spegnerà il prossimo 16 marzo) e reduce dalla platea del Festival di Sanremo, dove ha ricordato davanti a 15 milioni di italiani il suo primo voto per la Repubblica, la signora Gianna apre le porte della sua casa di Chiavari svelando la sua personalissima routine. Un presente fatto di tanto riposo, programmi televisivi sugli animali e un’alimentazione curata dalla tata Zina, in cui non mancano mai il brodo quotidiano, la pasta alla ligure e la carne ai ferri.Ripercorrendo le tappe della sua vita con i cronisti del quotidiano, la centenaria dimostra una lucidità e una schiettezza formidabili. Dell’emozione provata all’Ariston dice: “Dominavo quelli che erano seduti, tutti educati. Mi sono sentita importante”. Ma le cose serie, sottolinea, erano altre, come quel primo voto femminile nel 1946: “Avevo i pantaloni e la giacca bianca, perché faceva già caldo. Ho votato Repubblica, naturalmente, perché le cose serie bisogna farle in modo serio”. La sua biografia è costellata di incontri eccezionali, molti dei quali avvenuti in Scozia, dove a 28 anni si era trasferita sposando Luigi e aprendo la “Luigi’s Famous Icecream”. Tra i tavolini del suo locale è passata la futura sovrana d’Inghilterra: “La Regina Elisabetta, prima dell’incoronazione. Lì vicino si facevano delle esercitazioni militari e così è entrata con il suo seguito. Lei non l’abbiamo fatta pagare“. A frequentare la gelateria fu anche un giovane Alain Delon, che cercò insistentemente di corteggiarla. “Si era invaghito di me, voleva a tutti i costi portarmi con lui in Francia”, rivela la signora Gianna. “Mi aveva invitata a ballare, ma io quel sabato non ci sono andata e ci ho mandato la Maria, che lavorava con noi”. Un episodio nascosto sapientemente al marito: “Ma mica gliel’ho detto!”.La testimonianza raccolta dal Corriere si fa incalzante quando tocca gli anni del ventennio e della guerra. Da caposquadra delle Giovani Italiane, Gianna si trovò a salvare fisicamente Mussolini: “Mentre la macchina scoperta stava passando in un sottopasso ferroviario lo abbiamo salvato dal prendere una testata: lo abbiamo trascinato giù tirandolo per i calzoni prima che finisse all’altro mondo”. E non esita a raccontare di quando sfuggì a un posto di blocco tedesco pur avendo i freni della bicicletta rotti. La motivazione della sua salvezza? “Perché ero bella!”, risponde senza retorica.Oggi le giornate della 105enne scorrono tra la lettura quotidiana della Gazzetta dello Sport (“Mi piacciono tanto Federica Brignone e la Lollo. E poi mi piace Sinner“) e la passione per l’arte. Nonostante la cataratta le annebbi la vista, continua a disegnare con i gessetti a olio e suona ancora i pianoforti che arredano il suo salotto. E quando Elvira Serra le chiede se, superata la soglia del secolo, le capiti di pensare alla morte, Gianna Pratesi chiude la conversazione con la stessa spiazzante naturalezza con cui l’aveva iniziata: “Dovrò farlo anch’io. Quando morirò, morirò”.L'articolo “Mi alzo all’una tutti i giorni, mangio il brodo e due gelati al giorno gusto fiordilatte”: i “segreti” di longevità della signora Gianna, la 105enne che ha conquistato Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.