“Marty Supreme”, il film di Josh Safdie con Timothée Chalamet, ha riscosso grande successo al cinema. Ma dietro il personaggio di Marty Mauser c’è una figura reale ancora più sorprendente: Marty Reisman, campione di tennistavolo, hustler e icona irregolare della New York del dopoguerra. Scopriamo qualche curiosità sul personaggio che ha ispirato questa nuova pellicola.Marty Supreme è una storia vera?Come in parte anticipato, il progetto cinematografico è liberamente ispirato alla vita di Marty Reisman. Non si tratta di un biopic fedele, quanto piuttosto una sorta di adattamento che usa l’immagine di questo personaggio eccentrico, cresciuto nel Lower East Side di New York negli anni ’40, per raccontare l’ossessione per il gioco d’azzardo e la sopravvivenzaOrigini e biografiaNato nel 1930 e cresciuto nel Lower East Side, Marty Reisman scopre il tennistavolo da bambino su un tavolo pubblico vicino casa. È un colpo di fulmine. A dodici anni gioca la sua prima partita a soldi, a quattordici riesce già a mantenersi. La scuola diventa un dettaglio: “Tutto quello che volevo imparare potevo scoprirlo al Lawrence’s“, scriverà, riferendosi allo storico club di Broadway frequentato da hustler, scommettitori e futuri campioni. Lì Marty passa notti intere a giocare, allenarsi e scommettere, convinto di una sola cosa: il ping pong non è un passatempo, ma la misura esatta del suo valore.Reisman non era solo fortissimo: era impossibile da ignorare. Il suo stile aggressivo, basato sull’attacco immediato, si univa a un talento naturale per la scena. Rimandava la pallina dietro la schiena, con i piedi, persino soffiandoci sopra per farle superare la rete. “Aveva sempre una battuta pronta“, ricordava l’amico Larry Hodges. Questa vena da showman lo portò in tour con gli Harlem Globetrotters, dove si esibì davanti a stadi pieni. Fu lì che Marty capì che ciò che cercava non era solo vincere, ma essere visto, riconosciuto, applaudito.Fuori dal tavolo, la vita di Reisman era altrettanto estrema. Giocatore d’azzardo, contrabbandiere occasionale, viaggiatore instancabile, trasformò i tornei internazionali in opportunità per guadagnare e sopravvivere. Nel 1952 sfiorò il sogno mondiale, fermato dalla rivoluzionaria racchetta in gommapiuma del giapponese Hiroji Satoh. Non vinse mai l’oro, ma continuò a competere per decenni, diventando una figura mitologica del tennistavolo. “Il gioco mi assorbiva così completamente“, scrisse, “che non avevo tempo di preoccuparmi“. È questa fame inquieta, libera e ostinata ad aver ispirato Marty Supreme: non la storia di una vittoria, ma quella di un uomo che ha fatto del gioco la sua unica, vera casa.Perché è diventato viraleIl modo in cui il film è stata sponsorizzato ha ottenuto enorme successo soprattutto sui social. Merito di una campagna di marketing assolutamente non convenzionale e surrealista che ha voluto rigorosamente evitare metodi tradizionali di pubblicizzazione optando invece per altri strumenti, decisamente più efficaci. Ad esempio teaser video stravaganti e apparizioni imprevedibili di Timothée Chalamet, che hanno creato curiosità e dibattito prima ancora dell’uscita del film nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.Progetti futuriJosh Safdie e Timothée Chalamet, rispettivamente regista e attore protagonista della pellicola, escono da questo progetto vittoriosi. Il film è infatti considerato un forte avversario per la stagione dei premi. C’è chi lo vede già tra i favoriti per gli Oscar 2026 e i Golden Globe. Timothée Chalamet ha peraltro già vinto un Golden Globe proprio per la sua magistrale interpretazione in “Marty Supreme”.L'articolo Marty Supreme: storia vera, chi è e perché è famoso proviene da AttoriCasting.