Il gip Roberto Crepaldi ha convalidato il controllo giudiziario per Deliveroo, colosso del food delivery da 240 milioni di euro di giro d’affari in Italia, controllato dalla britannica Roofoods Ltd, coinvolto nell’inchiesta del pubblico ministero Paolo Storari con l’ipotesi di caporalato su 3mila rider a Milano e 20mila nella penisola. La Procura milanese il 9 febbraio aveva adottato un provvedimento analogo nei confronti di un altra piattaforma di consegne a domicilio, Glovo, gestita da Foodinho Srl.Per i pm paghe fino a sotto il 90% di soglia povertàSecondo i pm su 3mila rider a Milano e 20mila in tutta Italia, a cui sarebbero state pagate retribuzioni inferiori “fino a circa il 90%” rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva e comunque non proporzionate “né alla qualità né alla quantità del lavoro” svolto in violazione dell’articolo 36 della Costituzione perché non garantiscono “una esistenza libera e dignitosa”.Il pubblico ministero, Paolo Storari, ha iscritto sul registro degli indagati, con l’ipotesi di caporalato aggravato, Andrea Zocchi, il 65enne amministratore unico e managing director di Deliveroo Italy srl. Società indagata per responsabilità amministrativaLa società è indagata per la responsabilità amministrativa degli enti perché l’impiego di “manodopera in condizioni di sfruttamento” e approfittando dello “stato di bisogno dei lavoratori” sarebbe avvenuto “nell’interesse e a vantaggio” di Deliveroo che ha adottato una “politica di impresa che rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità” e modelli organizzativi non idonei a prevenire situazioni di “pesante sfruttamento lavorativo” che “anzi” vengono “deliberatamente ricercate ed attuate”. Verifiche anche McDonald’s, Burger King, Carrefour ed EsselungaNell’ambito dell’inchiesta per caporalato su Deliveroo, la Procura di Milano ha notificato il 25 febbraio una “richiesta di consegna” documenti a McDonald’s, Burger King, Carrefour, Esselunga e altre 3 società per “vagliare i modelli organizzativi” e “verificare” se sono “idonei” a “impedire” il reato di caporalato. I carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro di Milano hanno eseguito l’atto disposto dal pubblico ministero, Paolo Storari, basato sul fatto che le società, tutte non indagate, risultano in “rapporti contrattuali” con Deliveroo Italy srl, posta in controllo giudiziario d’urgenza, e si avvalgono degli stessi “rider” sfruttati per “effettuare le consegne di prodotti”. Oltre alle 4 multinazionali citate della grande distribuzione organizzata e dei fast food, i militari si sono presentati anche nelle sedi di Poke House spa, Crai Secom spa e KFC Kentucky Fried Chicken (Original Bucket srl), tutte collocate fra Milano e Assago.Questo articolo Deliveroo, il gip convalida il controllo giudiziario per la piattaforma nell’inchiesta sul caporalato proviene da LaPresse