Guerra in Medio Oriente, scatta il piano di rientro: oggi un volo di Stato per i 200 studenti a Dubai. I primi arrivi a Fiumicino dall’Oman: «Il volo pagato cash»

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È il giorno del rientro per i 200 studenti italiani rimasti intrappolati negli Emirati Arabi Uniti allo scoppio delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran. La colonna di autobus che trasporta i ragazzi del progetto «Ambasciatori del futuro» dovrebbe aver già lasciato il territorio di Dubai per raggiungere la pista di Abu Dhabi, da dove è previsto il decollo del volo di Stato diretto a Milano Malpensa. Intanto è atterrato a Fiumicino uno dei primi voli dall’Oman con altri connazionali rimasti bloccati per giorni.Il piano di evacuazione degli studentiCome riportato dal Corriere della Sera, la macchina dei soccorsi si è messa in moto all’alba di oggi, martedì 3 marzo. I ragazzi, che si trovavano negli Emirati per una settimana di simulazione diplomatica organizzata da Wsc Italia Gl (World students connection), hanno ricevuto le istruzioni operative nella serata di ieri tramite una mail: «Aggiornamento – Rientro studenti da Dubai». Il piano ha previsto il prelievo dagli hotel intorno alle 7 (ora locale) e un trasferimento via terra di circa 140 chilometri verso Abu Dhabi, effettuato sotto scorta per garantire la massima sicurezza. L’arrivo a Malpensa è stimato per il pomeriggio. Per le famiglie, l’indicazione è quella di non muoversi verso lo scalo senza aver prima monitorato i tabelloni ufficiali. Una volta atterrati, non ci saranno navette: i genitori dovranno farsi trovare pronti agli arrivi per riabbracciare i figli che, dopo giorni passati chiusi nelle camere d’albergo, vedono finalmente la fine dell’incubo.Il racconto dei primi rimpatriati: «1500 dollari per un posto»Per altri connazionali il rientro è stato invece un’odissea individuale e costosa. Ieri sera, al Terminal 3 di Fiumicino, sono atterrati i primi 127 italiani provenienti da Muscat, in Oman, dopo una fuga precipitosa dagli Emirati. Carolina, diretta a Genova, come riporta Repubblica, ha raccontato che ogni pagamento doveva essere istantaneo e in contanti: «Pagamento immediato, cash: chi aveva i soldi è partito, chi non li aveva è rimasto a terra: l’aereo è partito mezzo vuoto». Per molti, la fuga è costata migliaia di euro: circa 500 euro di taxi per attraversare il confine tra Emirati e Oman e una media di 1.500 dollari per un biglietto aereo di linea.«Vedevamo i droni cadere in diretta»Il racconto di chi era presente all’inizio delle ostilità restituisce la gravità della situazione. Ambra Chessa, 31 anni, riferisce il terrore della sorella Alice, medico, che si trovava proprio nel cuore dei primi attacchi: «Quando sono iniziate le prime esplosioni lei stava all’hotel Palm a Jumeirah a Dubai e nessuno si aspettava che avrebbero bombardato. È stato un fuggi fuggi generale, ci chiamava in lacrime e vedevamo i droni cadere in diretta e i caccia dell’aviazione emiratina che volavano a bassissima quota, mentre lei piangeva e noi non sapevamo cosa fare». Dello stesso tenore la testimonianza di Daniela, fuggita dall’undicesimo piano di un hotel durante un torneo di tennis: «Abbiamo visto le prime esplosioni e i primi feriti e subito è stato un fuggi fuggi. Siamo scappati nel garage sotterraneo dell’hotel, poi abbiamo saputo che c’era un volo da Muscat e abbiamo preso il primo taxi».L'articolo Guerra in Medio Oriente, scatta il piano di rientro: oggi un volo di Stato per i 200 studenti a Dubai. I primi arrivi a Fiumicino dall’Oman: «Il volo pagato cash» proviene da Open.