Quanto più si abita vicino a una centrale nucleare tanto più alto sembra essere il rischio di ammalarsi di cancro. Un nuovo studio della Harvard T.H. Chan School of Public Health, pubblicato sulla rivista Nature Communications, confermano i timori sui pericoli di vivere in prossimità di un impianto atomico proprio quando si sta iniziando a valutare il nucleare come possibile soluzione alla crisi climatica.Lo studio, il più vasto del ventunesimo secolo condotto negli Stati Uniti, ha analizzato ogni singola contea americana e ogni centrale nucleare operativa sul territorio. Il team di ricercatori, guidato dal professor Petros Koutrakis, ha passato al setaccio i dati di 18 anni. Gli scienziati hanno applicato un metodo chiamato “prossimità continua”, che valuta la vicinanza di ogni contea agli impianti nucleari e tiene conto dell’influenza combinata di più impianti vicini, anziché esaminarne uno solo.Le informazioni sull’ubicazione e le date di operatività degli impianti negli Stati Uniti, insieme ad alcuni impianti in Canada, provenivano dalla US Energy Information Administration. I dati sulla mortalità per cancro a livello di contea sono stati ottenuti dai Centers for Disease Control and Prevention. Le conclusioni non possono essere ignorate: il rischio cancro diminuisce man mano che ci si allontana dall’impianto. Secondo le stime dello studio, circa 115.000 decessi per cancro avvenuti nel periodo analizzato (circa 6.400 all’anno) potrebbero essere associati alla vicinanza con le centrali. Il dato più inquietante riguarda la popolazione anziana, dove il legame tra residenza e malattia appare ancora più marcato.I ricercatori hanno provato a “ripulire” i dati tenendo conto di altri fattori: fumo, obesità, reddito, istruzione e persino l’accesso alle cure mediche. Eppure, anche dopo aver bilanciato queste variabili, il legame con la distanza dalle centrali è rimasto lì, solido. “Il nostro studio suggerisce che vivere vicino a una centrale nucleare può comportare un rischio misurabile di cancro, che si riduce con la distanza”, afferma Koutrakis. “Raccomandiamo che vengano condotti ulteriori studi che affrontino la questione delle centrali nucleari e dell’impatto sulla salute, soprattutto in un momento in cui l’energia nucleare viene promossa come una soluzione pulita al cambiamento climatico”, aggiunge.Tuttavia, gli studiosi affermano che i risultati sottolineano la necessità di indagini più approfondite sui potenziali effetti dell’energia nucleare sulla salute. Lo studio non ha incluso misurazioni dirette delle radiazioni e ha invece considerato tutte le centrali nucleari come se avessero lo stesso potenziale impatto. Di conseguenza, sebbene la ricerca identifichi un’associazione significativa, non può determinare se le centrali nucleari abbiano causato direttamente l’aumento dei decessi per cancro.Valentina ArcovioIl link allo studio di Nature CommunicationsL'articolo “Nelle contee Usa più vicine alle centrali nucleari tassi di mortalità per cancro più elevati rispetto a quelle più lontane” proviene da Il Fatto Quotidiano.