Chiara Poggi, tra le 21.59 e le 22.09 del 12.08.2007, «proprio mentre Stasi si allontanava per ricoverare il cane, ha effettivamente modificato il testo della tesi del fidanzato. A conferma del rapporto disteso e sereno sempre intercorso tra i due anche la sera prima dell’omicidio». Lo sostengono i difensori di Alberto Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, in merito alla consulenza informatica, redatta da esperti, sul pc di Stasi, depositata alla Procura di Pavia, titolare delle nuove indagini sul delitto di Garlasco a carico di Andrea Sempio.L’erroreI legali fanno presente anche che dall’elaborato «risulta incontrovertibilmente dimostrato, mediante un’analisi sistematica e completa, condotta con metodologia scientifica rigorosa e replicabile, delle modalità di funzionamento del sistema operativo in uso all’epoca dei fatti sul pc di Stasi, che la sera del 12.08.2007 nessuno ha acceduto alla cartella militare e/o alla ‘nuova cartella’ ivi contenuta, tantomeno ad immagini pornografiche». Purtroppo, aggiungono, «è emerso che una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP è stata scambiata per un’attività umana di accesso dapprima alla cartella militare/nuova cartella e poi persino ad un’immagine pornografica».La difesaLa difesa di Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio e che sta finendo di scontare la pena di 16 anni e punterà sulla revisione del processo, ha comunicato di aver «depositato la consulenza informatica sul pc» del 42enne. «Gli accertamenti informatici svolti per verificare l’ennesima teoria volta a dimostrare l’esistenza di presunti elementi a carico di Stasi, con continuo dispendio di risorse economiche ed energie processuali, si sono conclusi e sono stati prodotti alla Procura di Pavia», dicono i legali. A metà gennaio la parte della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, aveva dato conto di un loro «approfondimento informatico», sempre redatto da esperti, «dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca».La smentitaNon è così, invece, secondo la relazione della difesa Stasi. «Deve quindi ritenersi confermata, sul punto – spiegano gli avvocati – la cronologia degli eventi fornita dalla perizia Porta-Occhetti ed esclusa qualsivoglia teoria su accessi a contenuti che ipotizzerebbero un movente invero mai esistito». Continuano, chiarisce ancora la difesa Stasi, «gli accertamenti già avviati sul pc di Chiara Poggi, i cui esiti verranno depositati non appena saranno conclusi». Nel frattempo, anche la Procura di Pavia, nell’ambito delle nuove indagini che vanno avanti da oltre un anno, sta effettuando una propria consulenza sui pc di Stasi e della vittima.L'articolo Garlasco, i legali di Stasi smentiscono la famiglia Poggi: «Nessun accesso a file porno» proviene da Open.