“C’è un tempo per tutto. Il rinnovo automatico dell’accordo è nemico della situazione attuale perché Israele, dopo il pogrom del 7 ottobre, è andata molto oltre quella che poteva essere una legittima difesa”. Così il vicepresidente della Camera dei Deputati, l’azzurro Giorgio Mulè dribbla l’imbarazzo di sostenere una posizione che, fino all’annuncio di questa mattina di Giorgia Meloni, nessuno all’interno del centrodestra aveva proposto. Anzi, fino a ieri, questa posizione era bollata come ‘filo-Hamas’. “Serviva un segnale chiaro nei confronti di Israele”, afferma Mulè.È sicuramente un fatto politico l’inizio di un percorso di progressivo distacco da Trump e Netanyahu: “Si dimostra che l’Italia sa dire di no a Trump come lo ha già detto negli ultimi tempi”. Fatti mai avvenuti. Che fa il paio con quanto sostiene il presidente della Commissione Esteri del Senato, e collega di partito di Mulè, Maurizio Gasparri, rispetto a quanto sta accadendo a Gaza da anni. “Noi non da oggi, anche per quanto riguarda Gaza, abbiamo sempre chiesto che cessassero quelli che erano gli eccessi di reazione dopo il 7 ottobre”. Ma questo non è avvenuto? “No – ribatte Gasparri – lo abbiamo detto decine di volte”. L’arte della politica non s’inventa e Gasparri lo dimostra. Entrambi gli esponenti concordano nel negare che questo cambio di posizione di Meloni verso Trumpp e Netanyahu sia figlia della sconfitta al referendum.L'articolo Stop a rinnovo dell’accordo di difesa con Israele, Mulè e Gasparri: “Filo-Hamas? C’è un tempo per tutto. Il referendum non c’entra” proviene da Il Fatto Quotidiano.