I nuovi sospettati nell’omicidio con la ricina di Campobasso: «Le versioni sono troppo simili»

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Ci sono nuovi sospettati nell’omicidio con la ricina di Pietracatella in provincia di Campobasso. Dopo gli esami che hanno accertato la negatività al veleno di Gianni Di Vita, padre di Sara Di Vita e marito di Antonella di Ielsi, l’ipotesi dell’omicidio volontario prende piede. E, scrive Il Messaggero, crescono i sospetti su di lui, che tornerà a essere interrogato nei prossimi giorni. Ma anche quelli sulla figlia Alice Di Vita e sulla cugina Laura, che attualmente ospita i sopravvissuti della famiglia in casa sua.Versioni troppo concordantiSecondo gli investigatori guidati dal capo della squadra mobile Marco Graziano e dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli le versioni date dai tre sono troppo simili. La coincidenza, anche delle espressioni dei tre nella ricostruzione dei giorni e dei pasti precedenti ai decessi, ha molto insospettito gli inquirenti che battono la pista del delitto familiare. Interrogate anche alcune amiche di Alice, che la sera del 23 non ha mangiato con la famiglia. Mentre la presenza dell’uomo, che invece sembrava certa, è adesso oggetto di ricostruzione. L’ipotesi è che si trovasse proprio dalla cugina. Sara è morta il 27 dicembre, Antonella il giorno dopo. Ma la pista familiare non è l’unica. Si guarda anche alla vita professionale di Antonella, che faceva la commercialista nello studio del marito, il quale a sua volta è stato sindaco di Pietracatella.I nuovi sospettatiLa procura finora ha ascoltato una quarantina di persone. Oltre alla relazione attesa da Pavia, l’altro passaggio chiave sarà la consegna dell’esito delle due autopsie sui corpi delle vittime eseguite lo scorso 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso dal medico legale incaricato dalla procura, Pia Benedetta De Luca. Domani a Roma il nuovo legale del padre, l’avvocato Vittorino Facciolla, nominerà un tossicologo di fiducia. Per ora da Larino fanno sapere che il fascicolo resta senza indagati. I «non ricordo» di Di Vita sulle pietanze a tavola non convincono, anche se ieri in questura sono stati convocati altri cinque testimoni che non fanno parte dell’ambito familiare.Le piante di ricinaRiguardo come l’assassino si sarebbe procurato il veleno, gli agricoltori di zona dicono a Repubblica che saprebbero dove trovarla. Anche se poi estrarne il veleno non è un processo semplice.L'articolo I nuovi sospettati nell’omicidio con la ricina di Campobasso: «Le versioni sono troppo simili» proviene da Open.