AGI - L’inchiesta romana sulla strage di Capodanno in Svizzera prende corpo. Jaques Moretti e la moglie Jessica sono stati indagati nell’ambito dal fascicolo aperto dalla Procura di Roma sul rogo del 31 dicembre a Crans Montana.I reati contestati ai coniugi Moretti per il rogo in Svizzera Ai titolari del locale "Le Constellation", dove scoppiò l’incendio, il procuratore Francesco Lo Voi e il pm Stefano Opilio contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I due, secondo quanto si apprende, non saranno al momento interrogati nella Capitale.L'inchiesta in SvizzeraParallelamente prosegue l’inchiesta degli inquirenti svizzeri. Proprio ieri a Sion, la capitale del Canton Vallese, in Svizzera, è stato interrogato il sindaco di Crans Montana Nicolas Féruad.E venerdì scorso a rispondere alle domande dei pm era stato il responsabile della sicurezza del comune, Baptiste Cotter. Entrambi avrebbero ‘scaricato’ le eventuali responsabilità legate alla mancate misure di sicurezza o sui loro sottoposti (nel caso del sindaco) o sui superiori (la tesi del responsabile della sicurezza).Il sindaco di Crans Montana: “Non sapevo dei problemi sulla sicurezza”"I tecnici non mi dicevano che c'erano problemi a livello di risorse e personale nella gestione della sicurezza". Nell'interrogatorio Nicola Féraud avrebbe 'scaricato' sui suoi sottoposti le defaillances del sistema poi emerse con la tragedia del "Le Constellation"."Non mi riferivano nulla e quindi non sapevo nulla" è la sostanza di quanto dichiarato dal sindaco indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi. Una versione che stride con quanto dichiarato da altri tecnici che hanno sostenuto di avere segnalato le inefficienze al consiglio comunale senza che poi vi fosse messo riparo.Il sindaco di Crans Montana, comune della Svizzera dove è avveunto il rogo di Capodanno ha detto ai magistrati di Sion di avere scoperto che c’erano dei problemi sui controlli della sicurezza da parte del Comune solo il due gennaio, poche ore dopo l’incendio che ha ucciso 41 persone. È quanto ha riferito all’AGI una fonte legale presente all’interrogatorio di lunedì 13 aprile.Il primo cittadino pur non entrando nello specifico nel capitolo "Le Constellation", rispondendo ai magistrati sulla gestione del tema sicurezza nel suo Comune, ha assicurato che dagli audit e dai questionari al personale non erano emerse anomalie, nemmeno sulla disponibilità di risorse. Una tesi che contrasta con quanto raccontato da alcuni testimoni.Il responsabile della sicurezza: "Eseguivo le direttive dei superiori"L’attuale responsabile della sicurezza del Comune di Crans Montana, Baptiste Cotter, venerdì 10 aprile, “ha risposto alle domande dei pm ma non a quelle degli avvocati, la sua è quindi una collaborazione a metà. Ha detto di essere arrivato solo nel 2024 e di avere svolto il suo compito facendo quello che gli chiedevano di fare senza avere il quadro generale della situazione”. Lo ha riferito all’AGI l’avvocato Fabrizio Ventimiglia presente all’interrogatorio a Sion di Cotter che è indagato per omicidio, lesioni e incendio, tutte ipotesi di reato a titolo colposo, nell’inchiesta sull’incendio al "Le Constellation".“L’indagato ha spiegato di non sapere dei ritardi nei controlli e ha ‘scaricato’ sul suo superiore che a questo punto chiederemo ai magistrati di sentire” ha aggiunto l’avvocato italiano che assiste come parte civile una ragazza rimasta gravemente ferita nell’incendio di Capodanno in cui persero la vita 41 persone.