Terna, Giuseppina Di Foggia rinuncia alla buonuscita di 7,3 milioni per andare all’Eni

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Alla fine arriva la rinuncia. Terna comunica che l’amministratrice delegata uscente, Giuseppina Di Foggia, «ha manifestato la disponibilità a sottoscrivere un accordo per rinunciare all’indennità di fine rapporto». L’azienda precisa che «seguiranno ulteriori comunicazioni una volta completate le procedure previste dalla normativa, nel pieno rispetto dei principi di corporate governance».L’accordo per i 7,3 milioni di euroCome riportato nei giorni scorsi da Open, la buonuscita dell’ad e direttrice generale di Terna Spa era stata fissata in un verbale del consiglio di amministrazione del 9 maggio 2023. Un documento di 36 pagine, in parte oscurato, da cui derivava la cifra di 7,3 milioni di euro che ha suscitato forti critiche trasversali nel mondo politico, inclusa la maggioranza di governo. Di Foggia, nel frattempo indicata dal Ministero dell’economia per la presidenza dell’Eni, aveva inizialmente rivendicato il rispetto di quell’accordo.La rinuncia, l’intervento del governo Sulla vicenda era intervenuto anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiarendo con una circolare che l’indennità non sarebbe spettata in caso di passaggio a un altro incarico pubblico. Da Palazzo Chigi era quindi arrivato un vero e proprio aut-aut: rinunciare alla buonuscita oppure alla guida di Eni. Alla fine la manager ha quindi scelto di rinunciare ai 7,3 milioni, optando per la presidenza del gruppo energetico, ma con uno stipendio di circa 500 mila euro lordi l’anno per tre anni.L'articolo Terna, Giuseppina Di Foggia rinuncia alla buonuscita di 7,3 milioni per andare all’Eni proviene da Open.