Doccia fredda per Wired Italia: Condé Nast annuncia la chiusura nel giorno dello sciopero dei giornalisti

Wait 5 sec.

Proprio mentre i giornalisti italiani incrociano le braccia per il rinnovo del contratto nazionale, arriva la doccia fredda da New York: Condé Nast ha deciso di chiudere le attività editoriali di Wired Italia. La notizia è stata ufficializzata dal CEO Roger Lynch attraverso un comunicato pubblicato online 16 aprile 2026, nel quale viene annunciato un piano di riorganizzazione globale che colpisce anche i brand Glamour e Self.Il piano di addio«Per Wired in Italia, stiamo anche pianificando una transizione per allontanarci dalle attività editoriali» annuncia Lynch. Nel comunicato, il CEO delinea una strategia di investimento selettiva: «Dobbiamo rimanere disciplinati su dove investire il nostro tempo e le nostre risorse».Secondo il comunicato, i settori colpiti (Wired Italia, Self e alcuni mercati di Glamour) rappresentano poco più dell’1% del fatturato totale del gruppo. Come si legge nella nota, «rimangono inoltre non redditizi e continuare a gestirli nella loro forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e nelle aree che guideranno la crescita futura».Lynch ha inoltre confermato cambiamenti nell’organizzazione tecnologica del gruppo per riflettere «il rapido avanzamento dell’IA e il suo impatto sulla nostra capacità di innovare e costruire prodotti più velocemente».La coincidenza con lo sciopero FNSILa decisione arriva in una data simbolica per il settore dell’informazione in Italia. Infatti, oggi 16 aprile 2026 è in corso lo sciopero nazionale indetto dalla FNSI per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da dieci anni.Di fatto, mentre le redazioni di tutto il Paese si fermano per chiedere dignità salariale e tutele, la mossa di Condé Nast segna l’uscita di scena di una delle testate di riferimento per l’innovazione tecnologica nel panorama italiano.L'articolo Doccia fredda per Wired Italia: Condé Nast annuncia la chiusura nel giorno dello sciopero dei giornalisti proviene da Open.