«Colpisci Tel Aviv con un missile rosa»: la fake news iraniana e il trend della guerra pop

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Da una parte, discorsi intrisi di messaggi violenti e di odio, dall’altra, missili e armi da fuoco rosa, nel tentativo di ingentilire il conflitto. Così, secondo la scrittrice Liora Hendelman-Baavur, autrice di Creating the Modern Iranian Woman, la propaganda iraniana starebbe cercando di «rendere la violenza attraente». Che siano vere o create con l’AI, le immagini che circolano in queste settimane su X e Instagram sembrano tutte avere lo stesso obiettivo: «Accostare missili e moda, guerra e cultura pop, forza e delicatezza».Video: Mehr News AgencyIl finto missile rosa commissionato da una bambina iranianaTutto nasce da una fotografia diffusa dai social in Iran a inizio aprile, che ritrarrebbe un presunto missile iraniano interamente dipinto di rosa, sul quale è riportata in persiano la frase: «In risposta alla richiesta di una ragazza della Rivoluzione». La leggenda – visto che sembra che di leggenda si parli, dal momento che un’indagine ha rilevato si tratti di un’immagine generata con l’AI – narra che fosse stato costruito in risposta alla richiesta di una bambina iraniana, che voleva che un missile proprio di quel colore venisse mandato contro Israele, a combattere in suo nome: «colpisci Tel Aviv con un missile rosa» sarebbe infatti ciò che avrebbe chiesto la bambina nel video. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da NEWS9 (@news9live)Il trend delle armi rosa Per quanto non sia reale, il missile rosa ha creato un precedente che è stato ampiamente riproposto. Sono molte infatti le immagini di mezzi di trasporto, armi e piccoli razzi, tutti rosa, che circolano sui social. La scrittrice Liora Hendelman-Baavur ha osservato: «Sentiamo spesso un linguaggio molto aggressivo e violento da parte dei funzionari. Dall’altro lato, abbiamo questa rappresentazione molto tenue, rosata e idilliaca di una realtà diversa…per mostrare un quadro completamente differente di ciò che sta realmente accadendo». Il tentativo sarebbe quindi quello di rendere la violenza attraente, ma anche di «fare presa sui giovani, sulla Generazione Z». La tecnica non sarebbe nuova e si ispirerebbe alla cultura kawaii giapponese, che crea personaggi con fattezze bambinesche e ingenue, lineamenti graziosi, proporzioni minute ed essenziali e occhi grandi e scintillanti.Donne iraniane dipingono un missile con la vernice spray (Foto: The Telegraph)Non solo missili, ma anche tagli di capelli Non sarebbero solo i missili e le armi rosa a tentare di creare una narrazione distorta di ciò che sta succedendo in Iran. Al centro dell’analisi pubblicata da un articolo di Iraninternational ci sarebbero anche i look e le acconciature delle donne ritratte nelle immagini diffuse dalla propaganda filo-iraniana. Si sarebbe così passati repentinamente dall’uccisione di donne che si rifiutavano di indossare il velo, a quelle di donne che sfilano per le strade di Tehran, come nel corso della Janfada, con i capelli scoperti, raccolti in trecce, code di cavallo o acconciati in caschetti corti. La campagna arriverebbe, inoltre, poco più di 100 giorni dopo una delle repressioni più sanguinose della storia moderna, in cui almeno 36.500 persone furono uccise, l‘8 e il 9 gennaio in Iran. Inoltre, la Repubblica islamica continua silenziosamente e ingiustamente a giustiziare i dissidenti politici legati alle proteste di inizio anno.Uno specchietto per le allodole…occidentali«Ciò che mi preoccupa non sono gli iraniani, ma le persone al di fuori dell’Iran che potrebbero vedere tutto questo e pensare che sia tutto normale. È lì che diventa pericoloso»: così l’esperto di cultura-pop iraniana, Siavash Rokni, ha scelto di lanciare un allarme. Sarebbero gli spettatori occidentali ad essere più facilmente manovrabili e manovrati dall’estetica pop della guerra. I cittadini iraniani invece, dal canto loro, saprebbero benissimo distinguere un’immagine che ritrae una scena reale e una creataad hoc per un secondo fine.Una nuova strategia: l’allentamento dall’ideologia islamica«La Repubblica islamica è stata fondata con l’obiettivo di costruire una società uniformemente islamista»: difficile quindi pensare che abbia del tutto abbandonato il suo progetto di repressione nei confronti delle donne. Lo afferma Arash Azizi, autore di What Iranians Want: Women, Life, Freedom. Così i vertici della Repubblica Islamica iraniana avrebbero «capito che devono rinunciare a questa ideologia islamista». Il sentore è, però, che si tratti di un’apertura solo momentanea.FOTO copertina: Mohsen Ranginkaman (Instagram: @ranginkaman.photo)L'articolo «Colpisci Tel Aviv con un missile rosa»: la fake news iraniana e il trend della guerra pop proviene da Open.