Non c’è solo l’inchiesta sulla “Squadra Fiore” a turbare i sonni del fondo americano Cvc e di Cassa depositi e prestiti, rispettivamente soci di maggioranza e di minoranza di Zenita, la società che da ottobre 2025 è la capogruppo del nuovo polo italiano dell’ingegneria digitale per difesa, intelligence e AI nella quale sono confluite Maticmind, Recrytera, Sio, Sind, Engine e Page Europa. In questo snodo cruciale tra il mondo dell’industria tecnologica e quello dell’intelligence la società Sio, che da oltre trent’anni si occupa di intercettazioni telefoniche per le forze dell’ordine, Procure e agenzie di intelligence italiane, sta vivendo ore difficili. Sio fornisce apparati e servizi di intercettazione, inclusi trojan (spyware) e certificazione Clir per le forze dell’ordine. Ma il primo aprile Meta, il colosso di Mark Zuckerberg che controlla anche Facebook, ha denunciato un presunto tentativo di spionaggio digitale commesso da Asigint, società italiana che gestisce un gruppo di sviluppatori ed architetti di software collegata a Sio, l’azienda di Cantù che fa parte del polo Cvc-Cdp. Secondo il gigante Usa, che ha inviato una diffida alla società comasca, Agisint avrebbe creato una versione contraffatta di Whatsapp e “utilizzato tecniche di social engineering per convincere le persone a scaricare un’applicazione non ufficiale e dannosa, facendola passare per WhatsApp, probabilmente per ottenere accesso ai loro dispositivi”. In sostanza si tratterebbe di circa 200 utenti dell’app di messaggistica che sarebbero stati indotti a installare la versione “farlocca” creata da Asigint credendo in realtà di utilizzare l’app ufficiale di Whatsapp. Fonti di stampa non escludono che l’app “contraffatta” possa essere stata creata nell’ambito di una indagine per conto dell’autorità giudiziaria, visto che Agisint non lavora per clienti privati.Di certo però la vicenda non è la prima che vede operazioni di questo genere balzate agli onori della cronaca. Già nel febbraio 2021, come svelato dal Fatto Quotidiano, la Procura di Napoli aveva temporaneamente sospeso l’uso di alcuni trojan forniti da Sio per un presunto grave disservizio. La Procura di Napoli ha sospeso l’uso dei Trojan ad una delle principali ditte di intercettazioni a causa di “un grave disservizio”. Il software era stato inibito da un ordine di servizio del procuratore Giovanni Melillo, per “nuovi incarichi di fornitura di prestazioni funzionali per lo svolgimento di attività di intercettazione telematica passiva e attiva”. Anche la Direzione nazionale Antimafia, come si leggeva in una circolare dell’epoca firmata dall’aggiunto Giovanni Russo, stava effettuando un approfondimento sulle “ipotizzate criticità riconducibili alla società Sio spa”. Il procuratore Federico Cafiero de Raho inoltre aveva invitato i Procuratori generali delle Corti d’Appello a “valutare l’opportunità di dare comunicazione del suo contenuto anche ai Procuratori della Repubblica non distrettuali”.Vicende che hanno sfiorato Sio, società la cui anima e amministratore delegato è Elio Cattaneo, manager di lungo corso nel settore del settore lawful interception (intercettazioni legali). Cattaneo è stato per anni presidente di Sio, che dal 4 agosto 2022 è stata acquisita prima da Maticmind e poi contestualmente è passata nelle mani di Cvc e Cdp, divendo poi dal 2025 uno degli asset di maggior pregio del gruppio Zenita. Cattaneo non è un volto nuovo nel mondo delle istituzioni e degli strumenti digitali di controllo e di contrasto alla criminalità: il 24 gennaio 2023 era stato audito dalla Commissione Giustizia del Senato proprio in merito alle indagini conoscitive sulle intercettazioni, difendendo la sicurezza e la legittimità dell’operato delle società tecnologiche che forniscono questi servizi allo Stato.La Sio di Cantù, guidata da Cattaneo, è da anni al centro di una vasta sfera di relazioni di alto livello non solo con Procure, forze dell’ordine e intelligence, ma anche con la finanza italiana. La società era partecipata indirettamente da Ubaldo Livolsi, uno dei più ascoltati consiglieri di Berlusconi, già amministratore delegato di Fininvest. Negli anni 2000 Livolsi controllava indirettamente la quota di maggioranza dell’azienda comasca. Nel 2005 l’Espresso racconta che “Convergenza, il fondo chiuso lanciato e gestito da Livolsi, ha comprato il pacchetto di maggioranza dell’azienda brianzola con sede a Cantù, non lontano da Como. L’operazione è stata conclusa da una holding olandese, la Dancent, che ha comprato il 51 per cento del capitale di Sio, per il resto controllata dalla famiglia del fondatore ed ex azionista di maggioranza Elio Cattaneo“. Il 27 giugno 2006 un’interpellanza parlamentare all’allora ministro dell’Interno del secondo governo Prodi, Giuliano Amato, chiedeva conto di un articolo di Libero secondo il quale “nell’impero industriale di Berlusconi rientra anche la Sio Spa, società leader nel mercato delle intercettazioni, specializzata nei sistemi di registrazione telefonica, ascolto ambientale, localizzazione satellitare e monitoraggio video, di cui l’ex premier è socio di minoranza tramite il fondo Convergenza”, aggiungendo che “chi detiene il pacchetto di maggioranza della società è Ubaldo Livolsi, mente finanziaria di Berlusconi nel 2004, (…) che ha sbaragliato la concorrenza, creando un polo tecnologico di spionaggio che vanta tra i suoi clienti le procure, i Carabinieri, la Polizia e i servizi speciali. In pratica lo Stato, che ha visto quadruplicare i costi da quando le intercettazioni non sono più appannaggio delle forze dell’ordine, ma di società private. Un giro di affari stimato sopra i 300 milioni di euro”. Il tema fu ripreso da un’altra inchiesta giornalistica del 2009, questa volta della Stampa, all’epoca del quarto governo Berlusconi, che raccontava come Cattaneo lamentava crediti per decine di milioni nei confronti dello Stato per intercettazioni commissionate delle Procure e mai pagate. Il settore all’epoca vantava crediti per 400 milioni verso lo Stato, alcuni vecchi di anni. Berlusconi si ricordò degli amici, iniziando a saldare i debiti.Di passaggio in passaggio si arriva ad agosto 2022, quando Maticmind annunciò l’acquisizione della quota di maggioranza di Sio, per poi confluire nello stesso giorno nelle mani di Cvc e Cdp. Nello stesso mese di agosto 2022 Cvc è entrato in maggioranza (70%) in Maticmind, con Carmine Saladino che restava socio al 15% e presidente e Cdp azionista con il restante 15% attraverso il Fondo Italiano d’Investimento. Durante l’operazione, Sio fu assistita a livello legale dallo studio milanese Cornelli Gabelli e Associati. Il Gabelli in questione è Massimo Gabelli, uno dei quindici manager attualmente a processo a Milano con l’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè e il suo compagno Dimitri Kunz per i falsi in bilancio di Visibilia. Dell’ex società editoriale e pubblicitaria della senatrice di Fratelli d’Italia Gabelli era presidente del collegio sindacale, stesso ruolo che rivestiva anche in Bioera, società del settore biofood legata a Daniela Santanchè e al suo ex compagno Canio Mazzaro, finita in liquidazione giudiziale (l’ex fallimento) decisa dal tribunale di Milano a dicembre 2024 a causa di un buco finanziario di circa 8 milioni.Nelle carte del processo per i falsi in bilancio di Visibilia c’è un’intercettazione del 3 novembre 2022 tra Gabelli e Kunz nella quale Kunz, scoperta l’inchiesta della Procura milanese su Visibilia, chiede “ma qual è la più grossa puttanata?” e Gabelli risponde “eh, la più grossa puttanata… cioè fuori ci hanno contestato il debito e quello lo paghi no? E invece questa roba qui che è l’avviamento, quando, il timing eccetera eh non lo so se riusciamo a chiuderla… in fase istruttoria o se finiremo a processo… Questo è bella domanda… Paradossalmente quella che è la cosa più assurda .. più assurda di tutte, perchè… l’hanno costruita come l’han voluta costruire male, eh ma là ehh… il rischio, il rischio.. guarda che là il rischio… di andare a procedimento ce lo abbiamo, purtroppo“.Poi nel marzo 2025 il ribaltone: Saladino cedeva il resto delle sue azioni di Maticmind pro quota a Cdp e Cvc e si dimetteva da presidente. Secondo alcuni, un segnale che già l’anno scorso nel mondo a cavallo tra Governo e Cassa Depositi e Prestiti la presenza di Saladino in Maticmind cominciava a diventare ingombrante. Nelle ore scorse esplodeva la bomba dell’inchiesta sulla Squadra Fiore.L'articolo “Diffuse 200 false copie di Whatsapp, utenti indotti a scaricarle”. Intelligence e spionaggio digitale, Meta attacca Sio (società di intercettazioni e trojan) proviene da Il Fatto Quotidiano.