«L’Ue dia l’esempio, basta col circo delle trasferte Bruxelles-Strasburgo». Il pressing destra/sinistra su Metsola: «Come nella pandemia»

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Ma come, l’Ue raccomanda di ridurre i consumi energetici e incentivare il lavoro da casa e poi agevola una maxi-trasferta (su gomma o rotaia) per migliaia di persone da Bruxelles a Strasburgo? È la domanda che potrebbero farsi i cittadini la prossima settimana quando vedranno – come accade ogni mese – i lavori del Parlamento europeo “traslati” per quattro giorni dalla capitale del Belgio al gioiello d’Alsazia. Il problema se lo sono posti in anticipo diversi membri dell’Europarlamento. I primi a muoversi sono stati quattro europarlamentari olandesi, di diversi partiti. Che nei giorni scorsi hanno scritto una lettera alla presidente dell’Assemblea Roberta Metsola chiedendole di intervenire per bloccare le trasferte mensili di deputati, personale ed equipaggiamenti da Bruxelles a Strasburgo che caratterizzano l’organizzazione del lavoro del Parlamento europeo. Per lo meno sino a quando perdurerà la crisi energetica nata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. «Facciamo appello a lei per dimostrare ai cittadini Ue che prendiamo le nostre responsabilità contribuendo immediatamente ai risparmi di energia, spostando tutte le sessioni plenarie a Bruxelles sino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità», hanno scritto nella lettera Anja Hazekamp (Verdi), Bert-Jan Ruissen e Sander Smit (Ecr) e Sebastian Kruis (Patrioti). «A Bruxelles già si parla di domeniche a piedi, non è giustificabile nel frattempo continuare con questo circo di trasloco a Strasburgo», ha detto Hazekamp al giornale olandese De Telegraaf.Il pressing destra/sinistra su Metsola: «Riuniamoci a Bruxelles»La mobilitazione si è poi allargata, ed ora sono i gruppi politici sia della Sinistra che di Ecr (la famiglia di destra in cui siede anche Fratelli d’Italia) a chiedere la stessa svolta. «Cara presidente Metsola, il Parlamento europeo dovrebbe tenere le sue prossimesessioni plenarie a Bruxelles, in risposta alla crisi energetica e dei carburanti aerei in corso. Nel momento in cui l’Unione raccomanda a cittadini e aziende di risparmiare carburante ed evitare viaggi non essenziali, il Parlamento deve applicare gli stessi standard alle sue operazioni», si legge in una lettera – visionata da Politico – che il gruppo Ecr dovrebbe inviare a Metsola mercoledì. Non è chiaro al momento quanti eurodeputati del gruppo l’abbiano sottoscritta, né se vi siano tra questi membri italiani. Fratelli d’Italia non ha risposto a una richiesta in proposito di Open. Iniziativa parallela del tutto simile è stata avanzata pure dal gruppo The Left. I promotori delle petizioni d’altra parte hanno un precedente su cui battere: tra il 2020 e il 2021, nei mesi più duri della pandemia, il Parlamento europeo interruppe le trasferte a Strasburgo per 15 mesi, optando per soluzioni di voto digitali durante le fasi di lockdown o svolgendo le plenarie (anche in forma ristretta) nella sede di Bruxelles. Molti eurodeputati sostengono che l’attuale crisi energetica giustificherebbe simili scelte. La palla passa ora all’ufficio di presidenza del Parlamento europeo. Che ha però tempi strettissimi per dare il primo segnale che vorrebbe chi protesta: la prossima plenaria dovrebbe aprirsi infatti a Strasburgo tra meno di una settimana, lunedì 27 aprile.La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola (Ansa/Epa – Olivier Hoslet) Perché il Parlamento Ue ha due sedi e quanto costa il «trasloco»La doppia sede del Parlamento europeo è fissata nei Trattati, ed anzi quella originaria era proprio Strasburgo: la prima riunione di quella che era allora l’Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) risale al 1952. Solo nei decenni successivi, con l’accentramento del lavoro delle istituzioni Ue a Bruxelles, pure il Parlamento ha via via spostato gran parte delle operazioni nella capitale belga, a poche centinaia di metri dai palazzi di Consiglio e Commissione. La Francia ha però fatto valere quanto garantito dai Trattati, ottenendo che le sessioni plenarie continuassero a svolgersi a Strasburgo. Da qui il trasferimento per 12 volte l’anno di circa 4mila persone tra eurodeputati, assistenti, personale, lobbisti e giornalisti da Bruxelles per quattro giorni – in treno o auto – oltre che di equipaggiamenti d’ufficio – in gran parte su camion. Secondo un rapporto della Corte dei Conti europea del 2014, il grand déménagement costerebbe circa 114 milioni di euro. Da anni le associazioni ambientaliste chiedono di mettervi fine, e dentro al Parlamento europeo stesso vi sono regolari iniziative (politicamente trasversali) per l’abolizione della “doppia sede”, ma la Francia si oppone ad ogni cambiamento dello status quo, tenuto conto della ricaduta in termini di indotto per la capitale dell’Alsazia. In copertina: Una sessione “mini-plenaria” del Parlamento europeo a Bruxelles – 25 marzo 2026 (Ansa/Epa – Olivier Hoslet) L'articolo «L’Ue dia l’esempio, basta col circo delle trasferte Bruxelles-Strasburgo». Il pressing destra/sinistra su Metsola: «Come nella pandemia» proviene da Open.