Da cittadino leccese dico: il tatuaggio Msi della sindaca Poli Bortone rivela il dna della destra italiana

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di Cristian GiaracuniScrivo da cittadino leccese che poco meno di due anni fa ha assistito con incredulità mista a disgusto la rielezione di Adriana Poli Bortone alla carica di sindaco e che oggi, davanti alla patetica storia del tatuaggio, si stupisce di chi si stupisce. Perché “l’Adriana”, così come viene amorevolmente appellata dai suoi fan, è esattamente quello che si è tatuato sul polso, rigorosamente, destro: il frutto avvelenato del post-fascismo.Cresciuta nell’Msi, viene eletta per la prima volta nel Consiglio comunale di Lecce nel lontano 1967 e nel 1983 approda in Parlamento sempre sotto l’insegna della fiamma tricolore, il partito fondato dal fascista Giorgio Almirante, che la nostra Adriana non ha mai nemmeno lontanamente pensato di rinnegare. Per lei, come per tutti i suoi compagni di partito, basta un po’ di maquillage e il decisivo aiuto di Berlusconi agli inizi degli anni 90 per mettere sotto il tappeto l’inverecondo passato e occupare i gangli vitali della repubblica antifascista: l’Msi diventa An e i post fascisti diventano improvvisamente moderati, sdoganati dal Cav. e dai suoi trombettieri.Sappiamo poi com’è andata a finire: il processo di legittimazione, cominciato con la farsa di Fiuggi, è giunto a valanga fino ai giorni nostri e alle indecenze dell’era Meloni. La presidente del Consiglio che non riesce a dichiararsi antifascista, il presidente del Senato La Russa che sfoggiava il busto del duce in salotto, e il vicepresidente della Camera Rampelli, che afferma che le braccia tese ad Acca Larentia sono di ‘cani sciolti’, sono soltanto le evidenze più marchiane di un dna che continua a sopravvivere.Tatuandosi quelle tre lettere sul polso, Poli Bortone ha, come da lei stessa dichiarato, rivendicato “un’appartenenza che fa parte del mio dna politico”. Quindi perché stupirsi?La rielezione di questa ottuagenaria signora è arrivata al termine di una campagna elettorale tossica fondata sulla propaganda, sulla disinformazione e sul costante dileggio del sindaco uscente Carlo Salvemini e della sua giunta, ma anche grazie sull’ostentazione di quell’identità maligna che l’ha raccontata come infallibile donna sola al comando.Tomaso Montanari scrive che la destra italiana è ancora fascista. Ha ragione ed è inutile sperare che non continui ad esserlo e che non lo dimostri. Non possiamo pretendere che Giorgia Meloni si dichiari antifascista perché non lo è. Non possiamo trovare strano che Poli Bortone si tatui Msi su un braccio perché quello è il suo vero partito. Non possiamo pretendere che loro e tutti gli altri rinneghino loro stessi e le loro abiette convinzioni. Non possiamo chiedere loro di cambiare rotta e di abiurare in favore dei valori nati dalla Resistenza. Specie ora che possono rivendicare il loro passato e vendicare l’isolamento a cui erano stati ridotti nella prima repubblica.Il problema sono i cittadini, che a questa destra si sono abituati e a cui continuano ad affidarsi, salvo poi lamentarsi dei disastri che puntualmente realizza. Il problema sta nel fatto che esporre il busto del duce o incidere sulla pelle le iniziali di un partito fascista e razzista sia considerato un vezzo come un altro. I piccoli balilla che in questi giorni stanno difendendo la libertà di Poli Bortone di tatuarsi ciò che vuole ignorano l’idea che questa grottesca manifestazione identitaria sia incompatibile con la Costituzione su cui “l’Adriana” e gli altri signori hanno spergiurato.Ma d’altronde non si può dar loro torto fino in fondo se la maggioranza non si indigna più. Se il fascismo, inteso come forma mentis, della classe dirigente è diventato accettabile non è responsabilità dei nuovi e vecchi adepti ma dei sistemi di informazione e di istruzione che in questo paese hanno via via abdicato alla loro funzione: raccontare la verità e formare cittadini in modo che riconoscano “la feccia che risale il pozzo” prima che arrivi in superficie.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Da cittadino leccese dico: il tatuaggio Msi della sindaca Poli Bortone rivela il dna della destra italiana proviene da Il Fatto Quotidiano.