Consiglio d'Europa, Assemblea chiede dispositivo per monitorare attacchi a politici

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EuropaAltre newsConsiglio d'Europa, Assemblea chiede dispositivo per monitorare attacchi a politiciVai a Comitato delle RegioniFotoVideoSTRASBURGO, 21 aprile 2026, 18:32Redazione ANSA"La violenza contro i politici sta aumentando in modo preoccupante in molti Stati membri e Stati osservatori del Consiglio d'Europa" e per questo l'Assemblea chiede all'esecutivo dell'organizzazione paneuropea di creare una piattaforma o un osservatorio volto a individuare e monitorare minacce specifiche o episodi di violenza nei confronti di politici a livello locale, regionale e nazionale.    La richiesta è contenuta nel rapporto della parlamentare italiana Elisabetta Gardini (FdI) intitolato "violenza e discorso odio contro i politici: una minaccia per la democrazia" votato all'unanimità dall'Assemblea.
 Nel documento si chiede agli Stati di "promuovere il dialogo tra i partiti e una cultura politica fondata sulla trasparenza, il rispetto e la responsabilità, nonché sul rifiuto della violenza e dell'incitamento all'odio, in tutto l'ampio spettro politico" e di "introdurre o rafforzare la legislazione volta a vietare o limitare la divulgazione, da parte delle autorità di polizia, di informazioni relative a indagini in corso che coinvolgono politici nelle fasi iniziali senza previa autorizzazione giudiziaria". 
 Inoltre il rapporto richiama l'attenzione sul fatto che "i politici hanno la responsabilità primaria di dare l'esempio con un comportamento civico, tollerante e democratico e pertanto si invitano i politici a tutti i livelli ad astenersi dall'utilizzare una retorica incendiaria e disumanizzante e dall'incitare alla violenza". I politici sono inoltre chiamati "a condannare tutti gli atti di violenza, in tutte le loro forme, specialmente quando sono perpetrati contro i loro colleghi di partiti diversi".    La maggioranza dei parlamentari ha rigettato tutti gli emendamenti volti a indicare che l'estrema destra ha un ruolo particolare nel diffondere il discorso d'odio e alimentare la violenza contro i politici. Allo stesso modo una larga maggioranza ha rigettato l'emendamento con cui si voleva eliminare dal titolo del rapporto il riferimento al "discorso d'odio". Quasi tutti i Patrioti presenti hanno votato a favore della cancellazione.   Riproduzione riservata © Copyright ANSADa non perdereprevPageLabelnextPageLabelCondividi') }]]>