Fa tappa a Verona il tour itinerante di Pulsar – Festival delle Stem, il progetto ideato da iliad e organizzato dalla redazione di Open, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle Stem. Dopo l’evento di lancio all’Ara Pacis e la seconda tappa a Milano, il viaggio prosegue con un format che mette in dialogo scuole, istituzioni e imprese. Il calendario prevede sei appuntamenti pensati per rendere le discipline scientifiche e tecnologiche più inclusive e attrattive, superando stereotipi e ostacoli ancora diffusi. «Siamo partiti da un concetto chiave: accessibilità. Rendere le materie Stem più accessibili, più vicine – sottolinea Giulia Scognamiglio, Corporate Communication and CSR manager di iliad -. Abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio in modi diversi, anche attraverso la musica, spesso vista come un ambito esclusivamente umanistico, ma che in realtà presenta una forte componente tecnica». La terza tappa entra nel vivo, dai workshop a scuola al panel su musica e tecnologiaLa giornata veronese è cominciata la mattina e ha coinvolto direttamente gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale “Cangrande della Scala” di Verona, con workshop e momenti di confronto, offrendo uno spazio concreto per esplorare le materie Stem e i loro sbocchi lavorativi. Un’occasione per riflettere sulle competenze richieste oggi e sulle opportunità offerte dai percorsi scientifici e tecnologici. Nel pomeriggio, il festival ha aperto le porte alla cittadinanza con il panel Il suono della scienza, quando la musica incontra la tecnologia, moderato dalla giornalista di Focus Giada Giorgi. Un dialogo che ha messo in luce il rapporto sempre più stretto tra arte e scienza, e in particolare sullo stretto rapporto tra musica e tecnologia.Il dibattito su musica e tecnologiaVerona è da sempre riconosciuta come una città simbolo della musica, grazie al suo stretto legame con l’opera lirica e con l’Arena, che ne rappresenta il cuore pulsante. «Dal punto di vista musicale, soprattutto nel periodo estivo, Verona è la capitale della musica, sia lirico-sinfonica sia pop», ha affermato il senatore Matteo Gelmetti (FdI). E nel tempo, la tecnologia ha inciso in modo significativo sul mondo musicale, trasformandone sia i processi creativi e le modalità di fruizione. «Siamo di fronte a una vera e propria “rivoluzione antropologica” – ha proseguito Gelmetti – che sta cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci. Chi possiede competenze tecniche avrà opportunità più rapide e qualificate di ingresso nel mondo del lavoro», ha concluso. Dal mondo accademico è emersa l’importanza del dialogo con il territorio. L’università di Verona, rappresentata dal prorettore e docente di fisiologia vegetale Matteo Ballottari, ha evidenziato il ruolo strategico della collaborazione con le imprese del territorio. «Le discipline Stem – sottolinea -, non sono astratte ma hanno un impatto diretto sul mercato del lavoro, è fondamentale creare delle connessioni». Connessioni che, secondo Ballottari, esistono anche con la musica e che trovano spazio all’interno dell’Ateneo. «Abbiamo molti studenti musicisti, che suonano: è una caratteristica del nostro ateneo. Portiamo avanti anche percorsi di ricerca legati al conservatorio e abbiamo un coro di studenti – ha proseguito -. Ciò che manca è un’attenzione specifica nei piani formativi, come invece avviene per lo sport». C’è un problema di comunicazione? Resta però il tema dell’attrattività delle materie Stem e della necessità di una comunicazione più efficace. Per il divulgatore scientifico e content creator Marco Martinelli, la chiave è il linguaggio: «Quando la scienza diventa semplice, quotidiana e anche divertente, allora riesce davvero ad appassionare». In questo senso, i social media hanno avuto un ruolo decisivo, permettendo a molti divulgatori di rendere i contenuti scientifici più accessibili e coinvolgenti.La testimonianza di Boosta: tra musica e ricercaTra gli ospiti Davide Dileo, in arte Boosta, musicista, co-fondatore e tastierista dei Subsonica, che ha offerto una riflessione personale sul rapporto tra creatività e conoscenza. «Comporre è fare ricerca», ha spiegato, sottolineando come il percorso artistico richieda studio continuo e consapevolezza. Un messaggio forte anche per i giovani: il successo non coincide con la popolarità, ma con la possibilità di fare ciò che si ama. Sul tema dell’intelligenza artificiale, Boosta ha espresso una posizione critica, evidenziando come nella musica l’elemento umano – fatto di imperfezioni ed emozioni – resti insostituibile. Ha però riconosciuto il valore delle innovazioni tecnologiche, come il campionatore, che ha, per certi versi, “democratizzato” l’accesso alla produzione musicale. A chiudere il confronto, l’assessore alle Politiche Giovanili Jacopo Buffolo ha posto l’accento sulla necessità di creare luoghi di aggregazione e sperimentazione. «Dobbiamo riaprire spazi dove i giovani possano incontrarsi ed esprimersi. È su questo che una città come Verona deve scommettere», ha dichiarato, rilanciando il tema delle politiche giovanili come leva per lo sviluppo culturale e sociale.Le prossime tappe di PulsarDopo Roma, Milano e Verona, il festival itinerante di Pulsar toccherà Genova, Perugia, Cosenza e Cagliari, fino a dicembre 2026. Ogni tappa prevede una prima parte mattutina con workshop e laboratori dedicati agli studenti delle classi delle scuole superiori, sviluppati in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e con le Università locali. Nel pomeriggio, l’iniziativa si apre a tutta la cittadinanza, trasformandosi in una piazza di dialogo e confronto con esperti, istituzioni e professionisti del mondo accademico.L'articolo Pulsar, il tour itinerante delle Stem fa tappa a Verona: scuola, istituzioni e artisti a confronto sul rapporto tra musica e tecnologia proviene da Open.