Usa, al via la procedura per i rimborsi dei dazi: 166 miliardi da restituire e 56mila domande. Ecco come le aziende possono rifarsi su Trump

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Centosessantasei miliardi. È questa la cifra complessiva che il governo federale degli Stati Uniti ha incassato dai dazi imposti da Donald Trump e che ora dovrà restituire dopo lo stop della Corte Suprema. A partire da ieri, lunedì 20 aprile, le aziende possono presentare al governo la documentazione per recuperare quanto versato a titolo di imposte illegittime. Secondo il New York Times, sono già più di 3mila le imprese che hanno già fatto causa all’amministrazione Trump nel tentativo di ottenere i rimborsi, con alcuni ricorsi che sono stati depositati ancor prima della sentenza del massimo tribunale americano. Tra le aziende che sono andate a battere cassa a Washington ci sono anche colossi del calibro di FedEx, che si occupa di spedizione, e i supermercati Costco.Niente rimborsi per i consumatoriSolo le aziende che hanno ufficialmente versato i dazi hanno diritto a recuperare tali somme. Questo significa che la platea più ampia dei soggetti colpiti, come i milioni di americani che hanno pagato prezzi più elevati a causa delle imposte, non potrà richiedere un indennizzo diretto. L’entità del beneficio per i consumatori dipende interamente dalla disponibilità delle aziende a condividere i proventi dei rimborsi, un impegno che ben pochi marchi hanno preso pubblicamente. Alcune associazioni di difesa dei consumatori hanno lanciato una class action nella speranza di ottenere un risarcimento, al pari di quello che è stato riconosciuto alle imprese. I singoli consumatori potrebbero avere più chance di ricevere rimborsi dalle società di consegna, che riscuotevano i dazi doganali sulle importazioni facendoli pagare direttamente ai consumatori. FedEx, per esempio, si è impegnata a restituire il denaro ai propri clienti.Presentate più di 56mila domandeI tempi del procedimento sono abbastanza lunghi: una volta accettata la richiesta di indennizzo, occorrono dai 60 ai 90 giorni per vedersi accreditato il rimborso. Trump ha detto che «sarà grato» alle aziende americane che non chiederanno i rimborsi sui dazi e che «si ricorderà» di loro. Parlando con Cnbc, il presidente americano è tornato poi ad attaccare la Corte Suprema, sottolineando che i giudici «avrebbero potuto aiutare» la sua amministrazione. Al 14 aprile, circa 56mila importatori avevano completato la registrazione sul portale del governo ed erano stati giudicati idonei a ricevere i rimborsi, per un totale di 127 miliardi di dollari, interessi inclusi.Quanto costano al governo Usa i dazi di TrumpSecondo il New York Times, il processo di rimborso avviato in queste ore da Washington non ha precedenti nella storia degli Stati Uniti. Secondo i calcoli della stessa amministrazione Trump, sono oltre 330mila gli importatori che hanno pagato i dazi introdotti lo scorso anno. Ai 166 miliardi di dollari di entrate, che ora vanno restituiti, si sommano circa 650 milioni di dollari di interessi che si accumulano ogni mese, ossia circa 22 milioni di dollari al giorno.Lo schiaffo della Corte Suprema a TrumpDietro i rimborsi avviati dalla Casa Bianca c’è la sentenza con cui lo scorso febbraio la Corte suprema ha dichiarato illegale la politica commerciale di Trump. Nel 2025, il presidente si era avvalso dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), un provvedimento del 1977, per imporre dazi virtualmente a tutto il resto del mondo, alleati inclusi. Secondo il massimo tribunale americano, composto peraltro da una maggioranza di giudici conservatori, Trump non aveva alcun potere di bypassare il Congresso. Di conseguenza, i suoi dazi sono da considerarsi illegali. Di fatto, la Corte suprema non ha affrontato direttamente la questione dei rimborsi nella sua sentenza, ma un giudice della Corte statunitense per il commercio internazionale ha stabilito il mese scorso che le aziende soggette ai dazi previsti dallo IEEPA avevano diritto a essere rimborsate.Foto copertina: EPA/Allison RobbertL'articolo Usa, al via la procedura per i rimborsi dei dazi: 166 miliardi da restituire e 56mila domande. Ecco come le aziende possono rifarsi su Trump proviene da Open.