Fine 2025: a Berlino, ad Alexanderplatz compaiono due manifesti, non sono grandissimi, ma colpiscono. Sul primo poster c’è la parola “Facebot”, seguita da una citazione, in caratteri più piccoli, del Bad Bot Report di Imperva, che spiega come i bot siano responsabili di oltre il 50% del traffico internet. Sul secondo si legge “TokTok”, accompagnato da uno studio dell’Università della Ruhr secondo cui un giovane su due è dipendente dai social media e, di conseguenza, soffre di sintomi come depressione, disturbi del sonno e alimentari. Entrambi sono firmati: “Wedium, social media basati sulla fiducia”.Pochi mesi prima, cinque cittadini tedeschi — Andreas Hacker, Nele Meissner, Johannes Meissner, Sebastian Wilke e Lukas Backhaus — avevano fondato una piattaforma social europea chiamata, appunto, “Wedium”. Non è ancora lanciata, dovrebbe arrivare a luglio ma l’idea è che sia uno spazio social online interamente europeo, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello infrastrutturale, con server e servizi ospitati in Europa e gestiti da aziende europee, nel rispetto delle normative UE e senza alcun legame con il CLOUD Act statunitense. Anche il codice della piattaforma, spiegano sul loro sito, è sviluppato internamente. Un modo per poter dire addio a Instagram, Tiktok&C.L’idea: “Agire se nessuno lo fa”Cerchiamo di capire come nasce questa idea, ancora piccola ma rivoluzionaria. “Tutto è iniziato il 20 gennaio 2025 — raccontano i fondatori sul sito —. L’immagine dell’insediamento di Trump, con l’intera élite tecnologica riunita alle sue spalle e Elon Musk che alzava il braccio destro, non ci ha più lasciato in pace. Con i ‘tech bros’ in prima fila, era diventato chiaro che TikTok, Instagram, Facebook, Amazon, X e simili non sono più aziende tecnologiche neutrali, ma monopoli sostenuti dal nuovo Presidente degli Stati Uniti”.Si definiscono “genitori, imprenditori, dipendenti, programmatori, designer, esperti di media e consumatori”, un gruppo di persone della classe media che “non poteva più restare a guardare mentre i social media cadevano nelle mani di aziende tecnologiche americane e cinesi che minacciano la nostra democrazia”. E mentre tutti parlavano della necessità per l’Europa di una rete sociale indipendente e sicura, soprattutto per gli adolescenti, nessuno sembrava agire. “Per sfuggire a questo senso di impotenza, abbiamo deciso di fare qualcosa”. E sono partiti.Verifica dell’identità e dell’etàA differenza di TikTok, X e delle piattaforme Meta come Facebook e Instagram, la startup berlinese punta su un sistema di verifica obbligatoria dell’identità, tramite documento, che consente anche di accertare l’età degli utenti. “Chi non è verificato può visualizzare i contenuti, ma non interagire” spiegano. Questo approccio è pensato per limitare bot e account falsi e per tutelare i minori. “Bambini e adolescenti trascorrono in media quattro ore al giorno sui social. Un giovane su due in Germania mostra sintomi di dipendenza. Questo non è casuale, ma parte del modello di business delle Big Tech: algoritmi tossici, autoplay e scrolling infinito sovraccaricano sistematicamente i giovani, con conseguenze come ansia, depressione e disturbi del sonno o alimentari”. Il team nota come anche i genitori facciano sempre più fatica a intervenire a causa della scarsa trasparenza delle piattaforme. Verificare, dunque, è il primo passo. “Il processo di verifica sarà affidato alla società tedesca WebID, che ospita i dati personali su server europei secondo i più elevati standard di protezione”.Gli algoritmi “non tossici” e contenuti non polarizzantiLa piattaforma prevederà poi invece due tipologie di algoritmi, due flussi di contenuti destinata agli utenti: la sezione “Per noi” sarà dedicata ai post di amici e persone seguite, quella denominata “Per me” suggerirà invece contenuti in base agli interessi. Ma “sei tu a impostare le preferenze e solo tu puoi modificarle”, sottolineano. Un altro traguardo sarà evitare la promozione automatica di contenuti estremi o polarizzanti. “Lo sviluppo degli algoritmi – spiegano – avviene con il supporto di un Advisory Board e di un Consiglio Etico, che includono esperti di media e tutela dei minori”.Il modello di business: soldi ai creator per strapparli a Big TechCome ogni piattaforma, anche Wedium avrà bisogno di un modello economico sostenibile. Ed è il motivo per cui la pubblicità e gli abbonamenti saranno comunque presenti. Gli utenti potranno utilizzare il servizio gratuitamente con annunci oppure scegliere una versione senza pubblicità al costo di 8,99 euro al mese. Riconoscono che il niente per qualcosa non è un modello sostenibile. “Per competere davvero con le principali piattaforme americane e cinesi, dobbiamo essere attraenti per creator e influencer — spiegano —. Solo attraverso la monetizzazione possiamo sottrarre utenti e contenuti alle Big Tech su larga scala”. E infatti, quattro dei fondatori lavorano in un’agenzia di comunicazione. E credono che una piattaforma “virtuosa” potrebbe attirare clienti che siano in linea con gli stessi valori. “Avevamo clienti come il Land di Berlino, Diakonie, Caritas e AWO e a un certo punto non sapevamo più quale piattaforma consigliare. Nessuna era in linea con i loro valori. Ora la risposta è chiara: Wedium”. Inoltre, il 50% dei ricavi pubblicitari sarà destinato ai creator attraverso un sistema di punti: i “wedium points” si guadagneranno sulla base delle attività sul social e saranno convertibili in compensi economici.A che punto è la creazione e gli obiettivi finanziariAd oggi, l’app è – a detta di Wedium – in fase di sviluppo avanzato. “Dal 25 marzo siamo in Closed Beta con i primi utenti provenienti dalla nostra lista d’attesa, che conta oltre 10.000 persone. Stiamo procedendo gradualmente con nuovi inviti” ci spiegano, rispondendo alle domande che abbiamo inviato. Il lancio ufficiale è previsto per luglio, inizialmente nella regione DACH, per poi estendersi al resto d’Europa e oltre. Finora Wedium è stata finanziata principalmente con capitali privati, di cui però non ci viene svelata l’identità. “Siamo nella nostra prima fase di raccolta fondi, rivolta a investitori con una forte vocazione sociale in Germania e nell’UE. I contratti sono in fase di finalizzazione”. Per crescere, il team cerca ulteriori investitori europei: “Per noi è fondamentale collaborare con chi condivide la nostra visione di sovranità digitale”. Entro la fine dell’anno, l’obiettivo è raggiungere tra 500mila e un milione di utenti. “Il potenziale è enorme: solo in Europa parliamo di 400 milioni di utenti e a livello globale il numero è ancora più alto. È possibile che anche gli utenti statunitensi possano essere interessati a una piattaforma equa, senza bot e shadowban, soprattutto da quando Larry Ellison di Oracle ha acquisito TikTok USA e nulla è più come prima. Se riuscissimo a raggiungere anche solo il 10% dei pionieri e degli innovatori, avremmo già 40 milioni di utenti”.Più utenti, più inserzionisti, più connessioni reali: la sfida a Big TechCon la crescita della base di utenti, l’attrattiva della piattaforma per gli inserzionisti potrebbe aumentare esponenzialmente. “Il fatto che sulla piattaforma ci siano solo persone reali, unito a un ambiente di alta qualità, rende wedium ancora più attraente” continuano. La visione è chiara: “Entro cinque anni puntiamo a diventare la principale piattaforma di social media in Europa, un social network che promuova l’educazione politica e la visibilità dei media di qualità; una piattaforma in cui non trovino spazio le fake news e l’incitamento all’odio, in cui la tutela dei giovani sia una priorità e in cui nascano le tendenze, i successi e i contenuti di rilievo. Tutto ciò sarà europeo, indipendente e sovrano, favorendo maggiore fiducia, democrazia e coesione sociale”.L'articolo Wedium, una via alternativa ai social di marca tedesca: come dire addio a Instagram, Tiktok&C proviene da Il Fatto Quotidiano.