Olindo Romano è in carcere da 19 anni per il delitto di Erba, in cui furono uccisi da lui e da sua moglie Rosa Bazzi: Raffaella Castagna, 30 anni; il figlio Youssef Marzouk, di appena due anni; la madre di lei, Paola Galli, 57 anni; e la vicina di casa Valeria Cherubini, 55 anni, morta dopo alcuni giorni di agonia per le gravi ustioni riportate nell’incendio appiccato nell’appartamento. Oggi, ospite di Bruno Vespa, Olindo è tornato a parlare di quello che successe la notte dell’11 dicembre 2006 nella palazzina di via Diaz. La confessione «La confessione ci fu estorta – racconta Romano, che oggi ha 64 anni ed è detenuto nel carcere di Opera -, a me i carabinieri avevano prospettato solo 4-5 anni di carcere. E secondo l’avvocato di allora era l’unico modo per tirarci fuori dal guado». A proposito delle parole della moglie Rosa, che in riferimento all’uccisione di Raffaella Castagna aveva raccontato «più la colpivo più mi srntio sollevata», Olindo ha spiegato: «Le frasi di Rosa erano una cosa combinata. Il filmato di Picozzi (lo psichiatra criminologo, ndr) era tagliato, mancano dei pezzi». Le scuse mai chiesteIn quella strage si salvò solo Mario Frigerio, marito della signora Cherubini. Prima di morire, nel 2014, Frigerio – che aveva riconosciuto Olindo la notte del delitto – disse di aver perdonato la coppia. «Voi avete mai pensato di scusarvi?», gli ha chiesto Vespa. «Di che cosa dovevamo scusarci? Se dovevamo scusarci per le liti che succedevano, quello lo avevamo già fatto. Però per quello che è successo dopo, se non siamo stati noi, che scuse gli facciamo?» ha risposto Olindo Romano. L'articolo Olindo Romano: «La confessione ci fu estorta. Con Frigerio non mi dovevo scusare perché non siamo stati noi» proviene da Open.