Cibi ultraprocessati: il rischio obesità nei giovani sale oltre il 60%

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AGI - Un elevato consumo di cibi ultraprocessati è associato a un rischio significativamente maggiore di sovrappeso e obesità negli adolescenti, con probabilità aumentata fino al 63%. Lo evidenzia uno studio guidato da Mekuriaw Nibret Aweke della University of Gondar (Etiopia), pubblicato sulla rivista PLOS One, basato su una revisione sistematica e meta-analisi di 23 studi condotti su circa 155.000 giovani tra i 10 e i 19 anni in diversi Paesi.Un rischio in aumento nelle ricerche più recentiI risultati mostrano inoltre che nelle ricerche più recenti l'associazione risulta ancora più marcata, superando il doppio del rischio nei consumatori più elevati. L'analisi ha incluso studi osservazionali realizzati tra il 2008 e il 2025 in 16 Paesi di Africa, Asia, Europa, Nord e Sud America.Come è stata condotta l’analisiI ricercatori hanno confrontato i livelli di consumo di alimenti ultraprocessati prodotti industriali ricchi di zuccheri aggiunti, sale, grassi non salutari e additivi con gli esiti relativi al peso corporeo. Complessivamente, i dati indicano che gli adolescenti con maggiore assunzione di questi alimenti presentano un odds ratio di 1,63 (intervallo di confidenza 95%: 1,36-1,95) rispetto a chi ne consuma meno.I dati: associazione confermata a livello globaleLe analisi per sottogruppi mostrano che gli studi pubblicati nel 2024 e 2025 riportano valori ancora più elevati (OR 2,09), suggerendo un rafforzamento del legame parallelamente alla crescente diffusione globale di questi prodotti nella dieta giovanile. L'associazione positiva è risultata coerente in tutte le aree geografiche considerate.I rischi per la salute nel lungo periodoIl sovrappeso e l'obesità in età adolescenziale sono noti fattori di rischio per condizioni croniche come diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, ipertensione e sindrome metabolica."Un maggiore consumo di alimenti ultraprocessati è collegato a un aumento sostanziale del rischio di sovrappeso e obesità negli adolescenti, evidenziando la necessità di interventi precoci sulla dieta", osservano gli autori, sottolineando anche che migliorare l'alimentazione in questa fase della vita è cruciale per la salute futura e per contenere i costi sanitari legati all'obesità.I limiti dello studioGli autori precisano tuttavia che, trattandosi di studi osservazionali, non è possibile stabilire un rapporto causale diretto. Inoltre, esistono differenze tra gli studi nelle modalità di misurazione sia del consumo di alimenti ultraprocessati sia degli indicatori di obesità. Secondo i ricercatori, le politiche di sanità pubblica dovrebbero puntare a ridurre il consumo di questi alimenti tra i giovani attraverso educazione nutrizionale, interventi normativi e promozione di diete basate su cibi meno processati e più ricchi di nutrienti.