Lontano dai flash dei fotografi, dal clamore delle fashion week e dalle vetrine scintillanti del Quadrilatero, esiste un motore silenzioso che tiene in vita il vero prestigio della moda italiana. Sono le mani sartoriali, gli occhi attenti alle cuciture e la trasmissione di un “saper fare” che rischiava di svanire con il ricambio generazionale. Per raccontare questa eccellenza nascosta, la Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) ha scelto il linguaggio cinematografico, lanciando in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026 il docufilm Grand Tour. Viaggio attraverso le Accademie delle Arti e dei Mestieri. Come anticipato dalle immagini del trailer che vi mostriamo qui, l’opera scritta e diretta da Alessandro Manieri — con la produzione esecutiva di The Blink Fish — non è un semplice spot aziendale, ma un racconto sul dietro le quinte dei grandi marchi della moda pensato per riaccendere i riflettori su una componente cruciale ma spesso invisibile dell’industria del lusso: la formazione.Il nuovo “Grand Tour”: le botteghe del Terzo MillennioTra il Seicento e il Settecento, l’Italia era la meta finale del Grand Tour, il viaggio iniziatico che i giovani aristocratici europei intraprendevano per completare la propria istruzione culturale. Oggi, mutato il contesto storico, quel viaggio formativo si compie all’interno dei poli produttivi delle più grandi maison del Paese. Carlo Capasa, Presidente di CNMI, ha inquadrato il progetto come una priorità strategica per garantire un futuro al settore: “Il successo del nostro comparto affonda le radici nell’alleanza tra creatività e industria. Questo documentario restituisce dignità e visibilità a mestieri straordinari, rimettendo al centro il lavoro nella sua accezione più alta”. Il film entra letteralmente nelle accademie interne di otto colossi del Made in Italy, svelando un modello industriale in cui gli allievi imparano a bottega dai maestri veterani, spesso con tassi di assunzione post-diploma che sfiorano la totalità.Da Roma a Solomeo: la mappa delle 8 Academy d’eccellenzaInvece di un freddo elenco di corsi, il documentario traccia una vera e propria geografia del talento manifatturiero italiano, esplorando otto realtà distinte per vocazione e specializzazione. Il viaggio nell’alta sartoria pura parte da Roma, dove la Bottega dell’Arte di Valentino accoglie solo sei selezionatissimi studenti l’anno. Immersi nell’Atelier d’Haute Couture di Piazza Mignanelli, per nove mesi imparano i segreti della lavorazione manuale direttamente dalle ex Première, partecipando attivamente alla preparazione delle sfilate. La sacralità dell’abito maschile trova invece i suoi templi nella Scuola di Alta Sartoria Kiton, fondata a Napoli nel 2000 da Ciro Paone e capace di formare finora oltre 200 giovani talenti, e in Abruzzo, dove la Scuola di Alta Sartoria Nazareno Fonticoli di Brioni (riaperta a Penne proprio quest’anno) impone un rigoroso iter biennale da 1.300 ore annue basato sulla pura pratica.Risalendo la Penisola, si entra nei borghi-azienda che hanno fatto dell’artigianato diffuso la propria bandiera. A Solomeo, le Scuole di Alto Artigianato Contemporaneo di Brunello Cucinelli offrono vere e proprie borse di studio mensili per apprendere arti antiche come il rimaglio, il rammendo e la maglieria maschile. Sistemi formativi massicci e integrati sono quelli proposti da Dolce&Gabbana con le sue Botteghe di Mestiere — attive dal 2012 e recentemente espanse con uno spin-off sull’oreficeria e l’orologeria — e dal Gruppo OTB (la holding di Renzo Rosso), la cui Scuola dei Mestieri insegna prototipia, stile e industrializzazione, garantendo l’inserimento in azienda per l’85% degli iscritti.Infine, c’è chi scommette sull’evoluzione ibrida delle competenze. La Bottega dei Mestieri di Tod’s prepara figure tecniche capaci di fondere la manualità calzaturiera tradizionale con i moderni strumenti tecnologico-digitali, mentre in casa LVMH, l’Istituto dei Mestieri di Eccellenza Fendi collabora con il Polimoda per specializzare le nuove leve (e i professionisti in cerca di riconversione) nella pelletteria d’alta qualità, offrendo 400 ore di stage retribuito.L'articolo Grand Tour, da Valentino a Cucinelli e Fendi: viaggio nei laboratori dove nascono i talenti di domani, il docufilm sul dietro le quinte della moda italiana proviene da Il Fatto Quotidiano.