Sabato 18 aprile Milano diventa il teatro di un doppio appuntamento politico che fotografa le diverse anime del centrodestra. Da una parte il congresso regionale di Noi Moderati, il partito guidato da Maurizio Lupi, dall’altra il Remigration Summit promosso dalla Lega insieme ai Patrioti europei. Due mondi che sembrano distanti – moderati contro identitari – ma che non sono così impermeabili. A testimoniarlo, le parole con le quali Roberto Jonghi Lavarini ha annunciato la partecipazione ad entrambi gli eventi.Un passo indietro. Chi è Jonghi Lavarini? Il cosiddetto “barone nero” è attivista milanese e tessitore di relazioni nell’area più radicale della destra. Dopo essersi lasciato (male) con Fratelli d’Italia, negli ultimi mesi si è avvicinato al progetto politico di Roberto Vannacci, diventando uno dei punti di riferimento di quell’area identitaria.“Siamo patrioti realisti, liberi e coerenti, mica ottusi e deficienti”, ha dunque dichiarato il “barone nero”. “La remigrazione è una giusta e storica proposta della destra italiana e chiunque la sostenga avrà sempre la nostra approvazione e partecipazione, che sia Casa Pound, la Lega o i comitati civici per la sicurezza dei quartieri”. Ma c’è attenzione anche a cosa sta facendo Maurizio Lupi, che non ha mai negato ambizioni verso la fascia tricolore di Milano: “Maurizio Lupi ha le sue posizioni moderate, chiare e coerenti, che rispettiamo e in parte condividiamo. È persona preparata e capace, e conosce molto bene Milano, sarebbe un buon candidato sindaco unitario di un nuovo centrodestra… Gli porteremo il nostro saluto e la nostra disponibilità al dialogo per il bene comune della nostra città”.L'articolo Il barone nero odiato da FdI che propende per Lupi proviene da Nicolaporro.it.