Una fotografia impietosa, un’immagine che lascia pochi margini di interpretazione. È quella che rappresenta il ruolo dell’Europa nello scacchiere internazionale. Mentre la partita vera, quella tra Iran e Stati Uniti, si gioca su tavoli che passano perfino da Islamabad, noi che facciamo? Ci riuniamo, discutiamo, ci guardiamo negli occhi e decidiamo di essere i volenterosi. Una definizione che suona nobile, quasi epica, ma che nella realtà assomiglia più a una consolazione semantica che a una strategia.Perché poi, andando a vedere nel concreto, questi volenterosi cosa sono? Navi della marina, costosissime, mandate a rendere un po’ più sicuro lo stretto di Hormuz. A guerra finita, sia chiaro. Quando i grandi hanno già giocato la loro partita, quando le decisioni sono già state prese, quando gli equilibri sono stati ridisegnati altrove. Noi arriviamo dopo, con il compito di sminare, ripulire, mettere ordine. Non protagonisti, questo è sicuro.Si può pensarla come si vuole sui protagonisti veri di questa vicenda. Si può dire che Trump sia folle, che gli iraniani siano pericolosi, che il mondo sia finito nelle mani sbagliate. Tutto legittimo. Ma il punto, quello che davvero dovrebbe preoccuparci, è un altro: in questo contesto l’Europa non esiste. Non ha peso militare, non ha peso economico, non ha nemmeno una voce unitaria che venga ascoltata quando conta. E così assistiamo al solito copione. Prima si invoca l’Onu, poi si cerca un accordo, poi si costruisce una missione simbolica che dia l’illusione di esserci. Ma è, appunto, un’illusione. Perché le decisioni vere vengono prese altrove, da altri, con altri interessi e altre priorità.Leggi anche:I volenterosi per Hormuz, la coalizione della fuffaLa vicenda dello stretto di Hormuz è, da questo punto di vista, tristemente esemplare. Un continente che per secoli ha dettato le regole del mondo oggi si ritrova allo sbando, incapace di incidere, incapace di rappresentare qualcosa che vada oltre una minoranza del proprio elettorato. E non è nemmeno una questione ideologica. Non si tratta di essere più o meno atlantisti, più o meno critici verso Washington o Teheran. Si tratta di contare qualcosa. Invece no. Non contiamo nulla e, cosa forse ancora più grave, non rappresentiamo nulla, visto che i leader dei principali paesi sono in grande difficoltà, da Macron a Starmer, passando per Sanchez. E mentre tutto questo accade, il dibattito pubblico continua a ruotare ossessivamente attorno a Trump, come se fosse lui il problema principale di tutti. Come se bastasse cambiare l’inquilino della Casa Bianca per restituire all’Europa un ruolo che oggi semplicemente non ha.La verità è più scomoda. Non si giustificano le follie degli altri, certo. Ma sarebbe infinitamente più utile avere un continente che non sia allo sbando, che sappia stare al tavolo dei grandi non per sparecchiare, ma per giocare la partita. Oggi, invece, siamo i volenterosi. Che, tradotto, significa spettatori con la scopa in mano.Franco Lodige, 18 aprile 2026L'articolo I volenterosi sono allo sbando proviene da Nicolaporro.it.