Bufera sulla monarchia britannica: il Principe William nel mirino per i milioni incassati dal carcere vuoto di Dartmoor

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Un’inchiesta giornalistica ha riacceso le polemiche attorno alla famiglia reale britannica, mettendo sotto esame la gestione dei patrimoni privati legati all’erede al trono. Il caso, ricostruito dal quotidiano The Sunday Times insieme al programma televisivo Dispatches, ha sollevato nuove domande sulla trasparenza dei redditi reali e sui rapporti economici tra monarchia e istituzioni pubbliche. Al centro della vicenda c’è il carcere storico di Dartmoor, nel Devon, una struttura che secondo le rivelazioni sarebbe ormai inutilizzata da tempo. L’indagine sostiene che il Principe William, attraverso il Ducato di Cornovaglia, avrebbe continuato a ricevere entrate milionarie dal Ministero della Giustizia britannico come canone di affitto.La cifra indicata si aggira attorno a 2,5 milioni di sterline (circa 3 milioni di euro), nonostante la struttura sia stata svuotata dopo la decisione di trasferire i detenuti a causa della presenza di livelli pericolosi di gas radon, una sostanza radioattiva naturale che rendeva l’area non sicura. Secondo quanto emerso, il flusso di denaro pubblico non si sarebbe interrotto nemmeno dopo lo svuotamento completo dell’istituto, alimentando critiche e perplessità sull’uso dei fondi pubblici.I “Duchy Files” e la rete dei patrimoni realiL’inchiesta si inserisce nel più ampio filone dei cosiddetti “Duchy Files”, documenti che analizzano le entrate generate dai due grandi patrimoni immobiliari della monarchia: il Ducato di Cornovaglia, amministrato dal Principe William, e il Ducato di Lancaster, sotto la gestione di Re Carlo III.Secondo quanto riportato, questi patrimoni sarebbero regolati da una rete articolata di contratti con lo Stato britannico che riguardano non solo carceri, ma anche ospedali, scuole e strutture militari. Il caso Dartmoor è diventato simbolico perché evidenzierebbe una possibile frizione tra interessi privati e beni pubblici.Le reazioni e la difesa del DucatoDi fronte alle polemiche, i rappresentanti del Principe hanno difeso la legittimità degli accordi, sostenendo che si tratti di normali intese commerciali. In particolare, hanno dichiarato che i pagamenti derivano da “accordi consolidati negoziati su una base commerciale standard” e che sono in corso interlocuzioni con il Ministero della Giustizia per trovare una soluzione definita “equa e sostenibile”. Tuttavia, l’assenza di dettagli completi sulle imposte relative a questi introiti ha ulteriormente alimentato le critiche da parte di alcuni parlamentari britannici, che chiedono maggiore trasparenza.Pressioni politiche sulla monarchiaLa vicenda arriva in un momento delicato per la Corona, già sotto osservazione per altre controversie interne. Il dibattito pubblico si intreccia con le richieste di riforma della gestione dei patrimoni reali, considerate da alcuni osservatori ormai poco compatibili con le esigenze di trasparenza moderna. Il Parlamento britannico ha infatti rilanciato l’idea di una revisione complessiva dei rapporti economici tra Stato e monarchia, soprattutto quando i profitti derivano da strutture pubbliche non operative ma ancora oggetto di contratti remunerativi.L'articolo Bufera sulla monarchia britannica: il Principe William nel mirino per i milioni incassati dal carcere vuoto di Dartmoor proviene da Il Fatto Quotidiano.