Tutto questo subitaneo schierarsi con il papa contro Trump puzza. A certa fazione, del papa nun po’ frega’ de meno: il suo è puro odio a Trump perché The Donald è di destra. Ma agli altri non so quanto giovi il continuo mettere i bastoni tra le ruote a un presidente americano di destra. Con un Obama o un Biden alla Casa Bianca sarebbero più contenti? E lo stesso papa, che cosa avrà guadagnato alla causa della Chiesa con un dem al potere negli Usa?E veniamo ai cattolici che si schierano sempre e comunque col papa. Ai tempi di Bergoglio anche quelli tra loro che storcevano il naso per la Pachamama e il lockdown chiesastico per il covid, al grido di “il papa è lui” si allineavano a costo di turarsi le nari. Ora, ci sono due cose che, a scrutare la dottrina, nel cattolicesimo non hanno diritto di cittadinanza: il pacifismo assoluto e la papolatria. Quest’ultima ricorda purtroppo il vecchio “il Duce ha sempre ragione”. L’altro, ricorda il più recente “meglio rossi che morti”. È giusto e normale che i cattolici si stringano a coorte attorno al papa in tempi in cui il cattolicesimo è osteggiato e il pontefice ne proclama e difende la giusta dottrina. Ma questo sano atteggiamento rischia di diventare abitudine e permanere come istinto pavloviano alla faccia del discernimento. Gesuiticamente, perinde ac cadaver.Il fenomeno cominciò col lungo e spettacolare pontificato di Giovanni Paolo II e, purtroppo, rimase come riflesso condizionato da allora. Eppure fu proprio Wojtyla a invocare l’”intervento umanitario” (cioè armato) in Bosnia, cosa che ottenne ma solo dopo che i padroni del vapore, fattisi due conti, ebbero volto la cosa a loro vantaggio. Chi conosce la storia sa bene che, nel passato, la Chiesa non esitò non solo a invocare ma anche a finanziare guerre a difesa della Cristianità, cioè della civiltà occidentale. E fece benissimo, sennò non saremmo qui a raccontarlo. Oggi abbiamo a che fare con un Paese oppresso da una cricca di fanatici islamisti, che foraggiano movimenti terroristici, che tengono in ostaggio Paesi già pacifici e multiconfessionali. Va bene tacere per prudenza sui cristiani perseguitati nel mondo (“quante divisioni ha la Chiesa?”: nessuna) per evitare loro e al loro clero guai peggiori. Ma continuare a farlo quando un Trump minaccia, per esempio, la Nigeria a tal proposito, cos’è, “silenzio umanitario”?La Chiesa che oggi grida “pace, dialogo!” (sapendo bene che con certe teste non si ragiona) è la stessa che ha creato i Templari e non è, non deve essere una Ong che vieti di toccare Caino. Purtroppo, il lavorio teso a trasformare la religione dei forti e coraggiosi in un languore emotivo e irenico ha ormai lavato i cervelli dei più, anche tra i credenti nel Vangelo.Per esempio, vedo i social inondati dalle foto di un ragazzino libanese che inneggia alla visita papale; la didascalia dice che è morto in un bombardamento israeliano. I commenti potete immaginarli. Notai però che quel ragazzino portava sulla camicia la foto di Khomeini, e lo scrissi nel mio blog Antidoti. Subito, la foto in questione divenne a mezzo busto, tagliando Khomeini. Ammesso che la foto sia autentica (e i terroristi islamici sono maestri in questo), dimostra che il Libano è ormai un protettorato iraniano, con Hezbollah lì a provvedere che tale rimanga.Ora, è comprensibile che un Pizzaballa prenda posizioni di fatto antiisraeliane perché ha più paura di Hamas che di Netanyahu, ma proprio questo dovrebbe far riflettere sul fatto che Israele rispetta pur sempre le regole, mentre i terroristi no: se l’Idf non ti fa entrare in basilica, protesti e sei accontentato con tante scuse. Ma sai bene che analogo trattamento non puoi aspettartelo dai fanatici dell’altra sponda. Ricordate il discorso di Ratisbona di papa Ratzinger? Provocò un’ecatombe di cristiani in tutto il mondo. Va bene, dunque, la prudenza. Ma il rischio di liquefare i cervelli dei cattolici va messo nel conto. Ed è un conto a carico del papa. Chiunque ne indossi le vesti.Rino Cammilleri, 14 aprile 2026L'articolo Papolatria? proviene da Nicolaporro.it.