L’assurdo caso di un finanziere e un carabiniere

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Due casi emblematici. Uno riguarda Cosimo Di Gesù, l’altro riguarda Saverio Penna. Chi sono costoro? Il primo è un ufficiale della Guardia di Finanza alto, imponente, dalla carriera lunga e pluridecorata. Il secondo è un sottufficiale dei carabinieri in forza al nucleo investigativo di Milano. Che cosa li lega? Una inchiesta, quella sulla società Equalize, gestita da Carmine Gallo, il “superpoliziotto” accusato di aver effettuato una molteplicità di accessi illegali alla banca dati SDI. Gallo è morto per infarto, e dunque non sarà ovviamente mai processato. Per Enrico Pazzali, il proprietario dell’azienda, e per altre 80 persone è stato invece richiesto il giudizio, dunque il processo. Due di queste, Cosimo Di Gesù e Saverio Penna, hanno due storie per me emblematiche. Ancora una volta, non si capisce quale sia la realtà dei fatti.Di Gesù e le ricerche sui fornitori per l’ospedale Covid in Fiera MilanoVediamo il caso di Di Gesù. Prima di tutto il curriculum: impressionante. In senso positivo. Generale di divisione, comandante regionale in Sicilia, Comandante a Roma, dove era l’uomo di fiducia di Pignatone. L’intera inchiesta del “Mondo di mezzo”, ovvero Mafia Capitale, venne coadiuvata proprio da Di Gesù. Il ruolo centrale di quell’inchiesta (Mafia Capitale) era del pm Paolo Ielo, da settembre dello scorso anno in forza a Milano, dove – tra le altre inchieste (come Equalize) nelle mani dei magistrati milanesi – c’è anche quella sull’urbanistica, che deve coordinare.Cosimo Di Gesù oggi è indagato, proprio a Milano, nel caso Equalize, e (anche) per lui è stato richiesto il rinvio a giudizio. Perché? Secondo la procura avrebbe dato informazioni riservate, con accesso a banche dati delle forze dell’ordine, a Enrico Pazzali, che gli avrebbe richiesto informazioni ai tempi dell’ospedale in Fiera. Che cosa era l’Ospedale in Fiera? Una struttura, realizzata in tempo record e con donazioni solo private, per cercare di salvare la vita ai malati di Covid più gravi. Fu un’opera voluta e costruita proprio da Enrico Pazzali, che era presidente di Fondazione Fiera, e per la quale Pazzali ebbe premi di tutti i tipi (e anche un bel po’ di polemiche). Perché Pazzali chiese informazioni a Di Gesù? Pazzali dice per controllare che tra i fornitori non si annidasse qualche problema: ai tempi del Covid c’era una grande attenzione sulla voracità della criminalità organizzata. E i tempi delle compliance interne non si sposavano con quelli della pandemia, che mieteva migliaia di vittime.Non si evidenziano altri contatti per motivi diversi, almeno stando alle carte dell’inchiesta. Non sembra che ci sia un vantaggio personale per Pazzali e ovviamente parimenti per Di Gesù. Eppure Cosimo Di Gesù è finito nei guai. Guai grossi: c’è chi richiede per lui anche la rimozione da comandante dell’Accademia della Gdf di Bergamo. Una rimozione che si vorrebbe effettuata prima del giuramento dei nuovi cadetti. Una sorta di punizione preventiva. Perché? Per evitare “imbarazzi” alla Gdf, dice il Corriere della Sera. L’imbarazzo di aver aiutato a realizzare un’opera senza che ci fossero infiltrazioni mafiose, evidentemente.La soffiata di Gallo a Penna che porta all’arresto di due figure chiave nell’inchiesta HydraSaverio Penna, invece, è un sottufficiale dell’Arma andato in pensione da poco. Nel 2022 viene intercettato mentre parla al telefono con Carmine Gallo. I due si conoscono da lungo tempo. Gallo ha operato, nella Polizia, per lunghi anni come investigatore nel campo della criminalità organizzata. Il migliore, dicono le cronache. Dunque – riferiscono fonti che così dichiarerà Gallo, interrogato – un giorno riceve una soffiata e la riferisce a Saverio Penna. Riguarda Giovanni e Rosario Abilone.Chi sono costoro? Sono due pezzi grossissimi. Originari di Castelvetrano, sono considerate figure chiave dell’inchiesta Hydra. Sì, la stessa inchiesta per la quale oggi c’è una grande attenzione giornalistica per il selfie di Giorgia Meloni e per i presunti contatti tra Gioacchino Amico e vari politici. Quindi: Gallo riferisce a Penna informazioni importanti sugli Abilone. Gli Abilone finiscono in una informativa, e da là all’interno dell’inchiesta. E infine arrestati.Racconta Massimiliano Filiberti, ex carabiniere che conosce tutti gli attori della vicenda: “A indagini praticamente chiuse, chiama Gallo e in segno di riconoscenza gli dice: ‘Le informazioni che mi avevi dato si sono rivelate giuste. A breve dovremmo tirare la rete’. La conversazione è ascoltata dagli investigatori che da mesi intercettano Gallo”. E che cosa fanno gli investigatori che da mesi intercettano Gallo? Pensano ovviamente che Penna sia uno dei tanti servitori infedeli dello Stato che passano informazioni ad Equalize. E lo indagano. E per lui chiedono il rinvio a giudizio. Per la serie: nessuna buona azione resta impunita, parte seconda.L'articolo L’assurdo caso di un finanziere e un carabiniere proviene da Nicolaporro.it.