Incentivi agli avvocati per i rimpatri dei migranti, è bufera sul DI sicurezza: «A un passo dall’Ice». Il Consiglio forense si dissocia dalla norma

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Nel giorno in cui la Lega raduna a Milano i Patrioti europei per la difesa dei confini, si accende lo scontro politico sul decreto sicurezza, che ha incassato ieri il «sì» del Senato. Più nello specifico, sulla norma relativa ai rimpatri dei migranti. Il decreto introduce infatti un contributo di 615 euro destinato agli avvocati che seguono pratiche di rimpatrio volontario, erogato solo nel caso in cui il migrante rientri effettivamente nel Paese d’origine. Una norma che prevede anche un coinvolgimento diretto del Consiglio nazionale forense, nei programmi del Viminale. Tuttavia, l’organo di rappresentanza degli avvocati ha smentito qualsiasi partecipazione, affermando di non essere mai stato informato né prima né durante l’iter parlamentare, e neppure dopo l’approvazione. Da qui la richiesta al Parlamento di eliminare ogni riferimento al proprio coinvolgimento, ritenuto estraneo alle competenze istituzionali.Il passaggio alla Camera e gli oltre mille emendamentiIl decreto sicurezza si avvia ora verso il passaggio finale alla Camera, dove dovrà essere convertito in legge entro il 25 aprile, altrimenti decade. Il governo punta a chiudere rapidamente, anche ricorrendo alla fiducia, dopo le modifiche già approvate al Senato tra non poche tensioni interne alla maggioranza. Lo scontro si concentra dunque con le opposizioni, che hanno presentato oltre 1.200 emendamenti. Pd, M5s e Alleanza Verdi-Sinistra contestano l’intero impianto del provvedimento, definito una «legge liberticida», soprattutto per le restrizioni ai cortei e le maggiori tutele per le forze dell’ordine. Ora però il focus si sposta anche sulla norma sui rimpatri.L’attacco delle opposizioniPer il Pd, con Debora Serracchiani, si tratta di un incentivo economico agli avvocati per favorire il rientro dei migranti. Riccardo Magi (+Europa) parla di una misura «incostituzionale», convinto che «siamo a un passo dall’Ice di Trump». Tant’è che ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un incontro urgente su un decreto che «incide su diritti fondamentali». Sulla stessa linea il M5s, con Valentina D’Orso, che denuncia il rischio di creare un conflitto di interessi economico per i legali, con conseguenze negative sia per i migranti sia per l’immagine dell’avvocatura.Cosa prevede (in sintesi) il testoIl provvedimento, varato il 24 febbraio, è stato fin da subito oggetto di un duro scontro in commissione. Tra le misure più controverse figurano il fermo preventivo fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi in vista di manifestazioni, una sorta di «scudo» per chi commette un reato con una presunta «causa di giustificazione», la stretta sul possesso di coltelli e, appunto, le nuove norme sui rimpatri dei migranti. Prevista inoltre la possibilità di introdurre forme di «blocco navale», seppur diverse rispetto a quelle ipotizzate durante la campagna elettorale del 2022.Foto copertina: ANSA / MEDITERRANEAL'articolo Incentivi agli avvocati per i rimpatri dei migranti, è bufera sul DI sicurezza: «A un passo dall’Ice». Il Consiglio forense si dissocia dalla norma proviene da Open.