“Bongiorni doveva farsi i fatti suoi”. L’intervista choc al padre di uno degli arrestati

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Non doveva impicciarsi. È stato lui ad aggredire i “bimbi”. Forse era drogato o ubriaco. È questa la sintesi brutale dell’intervista telefonica rilasciata dal papà di uno degli arrestato per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Felice Palma a Massa.Durante l’intervista televisiva con Dritto e Rovescio, il genitore ha difeso apertamente il figlio, mettendo in dubbio la ricostruzione più grave dei fatti: “Ancora non si sa neanche se sia colpevole”, ha detto, aggiungendo: “Mi dispiace sia morto un padre di famiglia, mi dispiace che un bimbo ora sia senza il suo papà. Ma mio figlio e i suoi amici non possiamo chiamarli banda di criminali. Mio figlio poi è un bravo ragazzo, incensurato”. Parole che hanno suscitato forti reazioni, anche per il contrasto con alcuni elementi emersi nelle indagini.Il padre ha poi offerto una propria versione dell’accaduto, ridimensionando la dinamica dell’aggressione: “(Bongiorni) Ha dato una testata a un bimbo, un altro bimbo gli ha dato un pugno, è caduto giù ed è morto. Non mi dite che è stato massacrato di botte”. E ancora, insistendo sul ruolo della vittima: “Se un bimbo di 16 anni ti dà un pugno, non lo so se cadi giù, o meglio, cado se sono ubriaco o drogato”. Un passaggio che introduce anche un’ipotesi sulla lucidità di Bongiorni, al momento non confermata ufficialmente.Nella stessa linea, il genitore contesta l’intervento diretto della vittima: “Ma chi sei te che vai a picchiare i bimbi? Chiama i carabinieri no? Se uno lancia delle bottiglie non ti devi mettere in mezzo”. Una posizione netta, che attribuisce a Bongiorni una responsabilità nell’escalation della violenza.Sul fronte giudiziario, intanto, la situazione resta pesante. Il giudice del Tribunale per i Minorenni di Genova ha convalidato il fermo del 17enne ritenuto autore del colpo fatale, disponendo la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato. In carcere anche due maggiorenni, mentre altri due minorenni risultano indagati a piede libero.Gli esiti dell’autopsia, eseguita a Genova, indicano chiaramente che la morte è stata causata da gravi traumi cranici e da un’emorragia conseguente ai colpi ricevuti e alla caduta. Un quadro medico-legale che sembra rafforzare l’ipotesi accusatoria, su cui proseguono gli approfondimenti. Secondo il Messaggero, dall’autopsia sarebbe emerso che Bongiorni “avrebbe riportato una gravissima emorragia cranica” e la mandibola sarebbe “stata spostata dai colpi ricevuti”. Le indagini, coordinate dalla Procura di Massa e da quella minorile, si basano su testimonianze, video di sorveglianza e analisi dei telefoni. Secondo gli inquirenti, le immagini ricostruirebbero con precisione la sequenza dell’aggressione. Le difese, tuttavia, continuano a sostenere che la vittima avrebbe colpito per prima.Intanto la città si prepara a dare l’ultimo saluto a Bongiorni: i funerali si terranno il 18 aprile nel Duomo, con lutto cittadino proclamato dal Comune. Una comunità ferita si stringe attorno alla famiglia, mentre la verità giudiziaria resta ancora tutta da definire.L'articolo “Bongiorni doveva farsi i fatti suoi”. L’intervista choc al padre di uno degli arrestati proviene da Nicolaporro.it.