L’oro per la Patria di Mussolini. 2026: il risparmio per von der Leyen e BlackRock

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di Francesco Pontelli – Nel dicembre del 1935 i cittadini italiani vennero chiamati a consegnare il proprio “oro alla Patria” per sostenere le spese della guerra in Etiopia e contrastare le sanzioni economiche.Nel 2026, la Commissione Europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha lanciato l’iniziativa “Savings & Investments Union” (SIU), volta a canalizzare parte dei circa 10.000 miliardi di euro di risparmi privati europei oggi parcheggiati nei conti correnti per sostenere gli investimenti nell’economia reale.L’obiettivo dichiarato è trasformare questa liquidità in investimenti produttivi, destinati a startup e progetti strategici, con una probabile attenzione anche al settore della difesa.Il progetto prevede la creazione di un patto tra settore finanziario, investitori istituzionali e cittadini, finalizzato allo sviluppo di strumenti finanziari dedicati anche al comparto della difesa.Colpisce come, per giustificare la necessità di nuove risorse finanziarie, l’Unione Europea arrivi a definire i depositi dei cittadini come risorse “inattive”. Andrebbe invece ricordato ai vertici europei che quasi il 50% della liquidità depositata presso gli istituti bancari viene già utilizzato per finanziare le imprese, mentre una quota significativa è destinata all’acquisto di titoli di Stato e al sostegno delle famiglie tramite credito al consumo e mutui.Solo una minima parte rimane presso gli istituti come riserva obbligatoria (attualmente fissata all’1% dalla Banca Centrale Europea).A suscitare ulteriori interrogativi è la contemporaneità dell’iniziativa europea con quella, di poche settimane precedente, del CEO di BlackRock, la più grande società di gestione patrimoniale al mondo, con oltre 14.000 miliardi di dollari in gestione.Larry Fink ha infatti invitato i risparmiatori a spostare i propri fondi dai conti correnti verso strumenti di investimento gestito, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica e, potenzialmente, anche il comparto della difesa.La coincidenza temporale tra la strategia delle istituzioni europee e quella del principale attore globale della gestione del risparmio appare, quantomeno, significativa.Essa sembra confermare come il risparmio privato venga considerato una leva fondamentale per sostenere finanziamenti che, altrimenti, risulterebbero difficilmente giustificabili o condivisibili da parte dei cittadini europei.Certamente, i toni e le modalità odierne sono molto diversi da quelli adottati nel 1935 da Benito Mussolini. Tuttavia, nella sostanza, il parallelismo evocato porta a interrogarsi su quanto sia realmente cambiato: allora si chiedeva oro per la Patria, oggi si propone una mobilitazione del risparmio privato.Resta la speranza che queste due iniziative, pur nella loro diversità storica e politica, non siano accomunate da conseguenze analoghe, e che non rappresentino il preludio a nuove tensioni globali.