Se la dimensione politica resta centrale, è il mondo delle imprese a offrire indicazioni concrete su dove si stia realmente muovendo la partnership transatlantica: supply chain, infrastrutture digitali, difesa e innovazione tecnologica guidano le relazioni tra Italia e Usa in questa fase complicata delle relazioni internazionali.A Washington, l’evento co-organizzato da Decode39 al Wilson Center in occasione della visita del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti diventa anche un punto di osservazione privilegiato su come il rapporto tra Italia e Stati Uniti stia evolvendo sul piano industriale.Industria e tecnologia al centroUno dei focus principali riguarda il futuro della cooperazione economica e tecnologica. Il panel su “Innovation, Investment, and Industry” riunisce attori chiave del rapporto industriale transatlantico, tra cui l’ambasciatore Kenneth J. Braithwaite, chairman di Fincantieri Marinette Marine, Michele Poggipolini, CEO del Poggipolini Group, Roberto Scaramella, general manager Transportation and International di Almaviva, Rita Balogh, Europe & Canada Lead – International Government Affairs di Google, e Marco Pistoia, CEO di IonQ Italia. A moderare il panel è Valbona Zeneli, senior advisor di Decode39.Il quadro che emerge è quello di una relazione che si sta progressivamente spostando verso catene del valore, innovazione e sicurezza tecnologica, in un contesto globale segnato dalla competizione tra grandi potenze.Sullo sfondo di tali dinamiche, Pistoia, alla guida di IonQ, la più grande azienda al mondo nel settore delle tecnologie quantistiche, evidenzia che “restare indietro nel quantum computing significherebbe esporsi al rischio di sviluppare e utilizzare algoritmi presto obsoleti e non più competitivi rispetto a quelli di chi avrà saputo cogliere per tempo questa trasformazione”. Restare indietro nella sicurezza quantistica, aggiunge, “significherebbe invece affrontare un pericolo ancora più grave: quello di vedere dati aziendali, industriali e governativi sensibili esposti, nel tempo, ad avversari dotati di capacità tecnologiche superiori”.La voce dell’industriaIl messaggio è quello di una trasformazione in corso, che richiede scala, integrazione e velocità.Michele Poggipolini sintetizza così la traiettoria del gruppo: “Poggipolini sta trasformando una grande sfida industriale in una piattaforma globale, innovativa e focalizzata nel modernizzare l’attuale supply chain di Fasteners critici per sostenere al meglio il presente ed il futuro dell’Aerospace & Defense.”Nel caso di Almaviva, il ragionamento si allarga al funzionamento complessivo della partnership transatlantica. Roberto Scaramella sottolinea come Italia e Stati Uniti condividano fiducia e base industriale, ma non ancora la velocità necessaria per competere su scala globale.Tre le direttrici principali individuate: co-investimenti nelle tecnologie critiche – dai semiconduttori all’intelligenza artificiale fino alle comunicazioni sicure – per rafforzare e rendere più resilienti le supply chain; la costruzione di veri e propri corridoi industriali transatlantici, capaci di unire il design italiano alla scala americana per definire standard globali; e il passaggio da semplici relazioni cliente-fornitore a partnership basate su equity e ricerca e sviluppo condivisa.Un approccio già sperimentato proprio da Almaviva, anche attraverso l’acquisizione di Iteris in Nord America, che ha consentito di ridurre significativamente i cicli di sviluppo dei prodotti e integrare competenze tra le due sponde dell’Atlantico.Il ruolo dell’infrastruttura digitale emerge come elemento abilitante: sistemi di gestione del traffico, dati integrati e piattaforme intelligenti permettono di aumentare l’efficienza di porti, reti stradali e ferroviarie. In questo senso, tecnologie sviluppate negli Stati Uniti vengono già scalate in Italia, mentre soluzioni di intelligenza artificiale italiane trovano applicazione in città americane.Particolare attenzione è dedicata anche al modello delle partnership pubblico-private, soprattutto nel settore ferroviario, dove la combinazione tra visione pubblica e capacità esecutiva privata può trasformare la rete in una vera piattaforma digitale, aumentando la competitività dell’intera supply chain transatlantica.Dimensione, questa della catena di forniture, che Fincantieri incarna in modo paradigmatico: tramite la Fincantieri Marine Group, la controllata americana del gruppo, ha ottenuto dalla US Navy un primo contratto per il programma Landing ship medium, segnando l’avvio di una fase chiave tra progettazione e approvvigionamenti. Le nuove unità riflettono l’evoluzione della strategia americana verso modelli operativi più distribuiti, con attenzione all’Indo-Pacifico. Per il gruppo italiano si tratta di un passaggio rilevante in un mercato competitivo e politicamente sensibile.Infine, l’intelligenza artificiale viene indicata come fattore chiave per il passaggio da un sistema reattivo a uno predittivo: dall’ottimizzazione in tempo reale dei flussi logistici alla riduzione delle emissioni, fino alla capacità di simulare e gestire rapidamente eventuali disruption.“L’AI rappresenta un’opportunità trasformativa per aumentare la produttività, far progredire l’assistenza sanitaria e costruire comunità resilienti, ma catturare questo potenziale economico di 150-170 miliardi di euro richiede un’attenzione urgente e collettiva sull’adozione diffusa”, evidenzia Balogh. “Mentre celebriamo il nostro 25° anniversario in Italia, Google rimane profondamente impegnata a potenziare il futuro digitale del paese attraverso infrastrutture fondamentali come le nostre due regioni Cloud e i cavi sottomarini, oltre a promuovere il suo ricco patrimonio tramite Google Arts & Culture”, aggiunge, ricordando che attraverso iniziative di competenze mirate come Italia in Digitale e AI per il Made in Italia, “ci impegniamo a garantire che ogni italiano abbia gli strumenti di cui ha bisogno per abbracciare queste tecnologie e prosperare”.