Iran, Bankitalia: “L’incertezza rimane elevata per l’economia globale”

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La guerra in Medio Oriente non porta buone notizie, tanto meno sul lato economico-finanziario. La tregua di 10 giorni tra Israele e Libano e la riapertura dello Stretto di Hormuz sembrano aver fatto rifiatare i mercati anche se l’incertezza per l’economia globale rimane elevata e la crescita mondiale si attenua. A farlo sapere è il bollettino di Bankitalia. “L’annuncio, l’8 aprile, di una tregua di due settimane ha determinato una riduzione temporanea dei prezzi di petrolio e gas naturale”, si legge nella nota. “Successivamente, l’incertezza sull’effettiva riapertura del transito marittimo nello Stretto di Hormuz e sulla solidità della tregua stessa ha nuovamente sospinto i prezzi energetici su livelli elevati. L’imprevedibilità delle conseguenze del conflitto ha acuito i rischi di correzioni sui mercati, aggiungendosi a quelli derivanti da un possibile ridimensionamento delle attese di redditività del settore tecnologico. Il rischio di un ripristino lento e parziale delle catene di approvvigionamento e l’incremento dei costi di assicurazione e trasporto marittimo rendono improbabile un rapido ritorno delle quotazioni dell’energia ai livelli precedenti il conflitto e gravano sulle prospettive per l’economia globale, a maggior ragione se i danni alle infrastrutture di produzione e raffinazione si rivelassero ingenti”.Bankitalia: “La guerra ha peggiorato le prospettive per l’economia globale”“Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha aggravato un quadro internazionale reso già fragile dalle perduranti tensioni geopolitiche e commerciali. Il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’approvvigionamento globale di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali, ha provocato un forte rialzo dei prezzi dei prodotti energetici e ha destato preoccupazioni sulla loro disponibilità nel prossimo futuro”, fa sapere Bankitalia.“Già a marzo ne ha risentito l’inflazione al consumo nell’area dell’euro e negli Stati Uniti. La maggiore incertezza si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari: i rendimenti sovrani e i premi per il rischio sono aumentati, i corsi azionari si sono ridotti e il dollaro si è apprezzato nei confronti delle principali valute”. Inflazione, Bankitalia: “Moderata in Italia ma aumenterà nel breve termine”“Nel primo trimestre dell’anno l’inflazione in Italia si è mantenuta inferiore alla media dell’area dell’euro. Il conflitto in Medio Oriente ha determinato un marcato incremento dei prezzi dei carburanti già nelle prime settimane di marzo, ma non ha ancora influenzato le tariffe di elettricità e gas”, si legge ancora nel bollettino. “Gli effetti dei rincari dei beni energetici si manifesteranno nei prossimi mesi sull’indice dei prezzi al consumo. Nello scenario di base delle nostre proiezioni l’inflazione al consumo aumenterebbe al 2,6 per cento nel 2026, per poi tornare sotto al 2 per cento nel biennio successivo. Nello scenario avverso, l’inflazione salirebbe al 4,5 per cento quest’anno, al 3,3 nel 2027 e al 2,2 nel 2028″. Milano amplifica il rialzo a +1,66% con l’annuncio dell’apertura di HormuzCon l’annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz sorride anche la Borsa di Milano che amplifica il rialzo e balza a + 1,66%, a 48.824 punti. Fra i rialzi in evidenza l’exploit di Mediobanca: +5,29%. Brunello Cucinelli +4,96%. Mps balza di +4,64%. Stellantis è in forte rialzo di +4,59%. Focus sul settore banche, su cui sono puntati gli occhi dei mercati in scia alle speculazioni su nuovi possibili mosse di risiko. Fra i cali a Piazza Affari, i titoli energetici, Eni in forte ribasso del 6,49%. Saipem: -5,28%. Tenaris cede il 3,29%. Questo articolo Iran, Bankitalia: “L’incertezza rimane elevata per l’economia globale” proviene da LaPresse