Il secolo lungo della regina Elisabetta II

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AGI - Nell’ordinale ha seguito Elisabetta I, La Grande: ma lei non è stata seconda a nessuno. Quando nacque il 21 aprile 1926 nella casa londinese dei nonni materni, al 17 di Bruton Street a Mayfair, le diedero il nome della madre. Il padre Alberto duca di York era in linea di successione a Giorgio V, ma dietro al fratello David che come Edoardo VIII abdicherà a sorpresa nel 1936 per amore della pluridivorziata americana Wallys Simpson, con grande scandalo.Il destino decide per lei quando ha dieci anniA dieci anni Elisabetta Alessandra Maria Windsor, dunque, era predestinata a diventare regina, e quindi con un cambio totale di educazione e di etichetta. La nonna materna, Lady Strathmore, racconterà in seguito che la piccola pregava per avere un fratello, che però non arriverà mai, e lo interpretò come il desiderio di non essere la sovrana dell’impero britannico. Ma siamo nell’aneddotica agiografica.Quel che è vero è che la stessa Elisabetta dirà di aver avuto poco tempo per prepararsi a essere regina. Quando Giorgio VI morì per malattia nel 1952 lei aveva venticinque anni e non era neppure a Londra, il mondo non sapeva quasi nulla di cosa pensasse e quali fossero le sue qualità, e ricordava appena che aveva sposato da poco l’affascinante principe Filippo che per lei si era convertito dall’ortodossia all’anglicanesimo, peraltro non visto con favore a corte perché ritenuto uno spiantato.Elisabetta aveva carattere, come dimostra una fotografia scattata nel 1927, con lo sguardo deciso e un cipiglio di chi la sa lunga anche se si è appena affacciata sul palcoscenico della vita. Quella scarsa propensione al sorriso, che le sarà spesso rimproverata, rimarrà una costante della prima e non breve fase delle apparizioni pubbliche.A ogni modo il matrimonio da lei testardamente voluto e che la farà regalmente passare sopra alle disinvolture e alle gaffes divenute proverbiali di Filippo durerà ben 73 anni, e il suo regno sorpasserà il traguardo dei 70, sopravanzando anche il precedente dell’imperatrice Vittoria e certamente in un’epoca assai più travagliata di quella della sua trisavola, con l’Inghilterra dominatrice dei mari e del mondo come unica superpotenza.L’incoronazione nell’Abbazia di Westminster nel 1953Quando Elisabetta viene incoronata a Westminster nel 1953 e si affaccia dal balcone di Buckingham Palace col marito principe consorte e i figli Carlo e Andrea, ha già messo in chiaro che la dinastia resterà Windsor e non sarà Mountbatten. Lei si atterrà al ruolo di monarca costituzionale, anche a costo di apparire distaccata, ma poi nel bene e nel male darà la sua impronta a quel regno sino a diventarne un’icona universale.Nonostante le bufere mediatiche che imperverseranno nei decenni, per cause interne ed esterne, soprattutto familiari con una lunga teoria di scandali, sarà sempre assai difficile poterla attaccare sul piano personale. La Gran Bretagna aveva già perso la leadership internazionale e si avviava a perdere un pezzo dopo l’altro l’impero coloniale che l’aveva fatta ricca e prospera, anche se dissanguata dal vittorioso scontro titanico con Hitler.Lei si era ritrovata a capo del governo un Winston Churchill nella fase calante e in una transizione obbligata, anche nel clima da guerra fredda. Dovrà affrontare più in là le prove del referendum secessionista della Scozia e alla Brexit dall’Unione Europea, alla quale la Gran Bretagna aveva aderito durante il suo regno.Il tipico aplomb la faceva apparire distaccataLa sua personalità era sfaccettata come i proverbiali completini pastello, i cappelli e le borsette che sfoggiava, e non ambigua. Apparentemente imperturbabile, anche nelle situazioni più imbarazzanti. Come nel 1982 quando a Buckingham Palace mentre dormiva si ritrovò nella camera da letto Michael Fagan, che era riuscito a intrufolarsi facendosi beffe dei servizi di sicurezza.Lei prese il telefono e con calma chiese un intervento, ma con altrettanta calma intraprese un colloquio con l’intruso per rassicurarlo, raccontando poi di aver parlato delle solite cose, come durante una passeggiata. Viaggiò in lungo e in largo non solo nel Commonwealth, dando con la sua presenza un significato politico e sociale alle trasferte che ne hanno fatto il capo di stato più attivo nel mondo, contendendo il primato a Giovanni Paolo II.Nel 1965 spezzò il tabù attorno all’ex grande nemica Germania, quando già era stata in Australia e Nuova Zelanda che mai avevano visto un loro re. Si recò in Irlanda con cui le ferite non erano ancora del tutto rimarginate, e persino nell’Unione Sovietica responsabile dello sterminio dei Romanov che avevano il sangue in comune con i Windsor, tedeschi d’origine come Saxa-Coburgo-Gotha.Fu sempre molto diplomatica, anche in situazioni d’imbarazzo come quando nel 2012 a Belfast dovette stringere la mano a Martin McGuinness del Sinn Féin che nel 1979 aveva ucciso Lord Mountbatten (suo cugino e zio di Filippo), e pure di fronte a un’aborrita lumaca servita in un pranzo ufficiale in Cina. In questo era sicuramente regale, con tipico aplomb britannico.L’annus horribilis, gli scandali e il picco negativo della monarchiaÈ stata lei stessa a definire annus horribilis il 1992, picco negativo di un decennio critico nel quale lo stesso istituto monarchico entrò in crisi nella percezione dei sudditi inglesi facendo spirare un vento repubblicano che da secoli non si udiva più. Proprio con lei che aveva fatto tutto per consolidarla e modernizzarla. La stampa si era liberata da ogni argine di deferenza, attaccando in maniera sempre più invasiva la famiglia reale, amplificando gli scandali col sensazionalismo.Il principe di Galles Carlo aveva sposato Diana Spencer e aveva assicurato la successione al trono, ma la zuccherosa narrazione di quel matrimonio con la mitizzazione presente e postuma della principessa triste si era scontrata con la realtà. Quanto al fratello Andrea sposato con Sarah Ferguson, sarebbe riuscito a fare assai di peggio.Il gossip imperava con rivelazioni e dettagli della vita intima, e discredito sui Windsor che dovettero fronteggiare pure l’incendio devastante del castello, al quale Elisabetta aveva assistito con visibile commozione. Di lì a poco fece annunciare la separazione di Carlo e Diana, e che anche la famiglia reale avrebbe pagato le tasse. Provò a normalizzare il rapporto tra la monarchia e i sudditi che si stava sfilacciando.Prima sbagliò – come agli esordi con la scelta di un premier - poi rimediò magistralmente alla rimproverata freddezza pubblica per la morte di Diana, che il popolo idolatrava perdonandole tutto e non perdonando a Carlo il legame con la vecchia fiamma Camilla Parker-Bowles che sposerà e lo affiancherà sul trono.Il rifiuto del Premio anziana dell’anno: “non mi sento così quindi non ho i requisiti”Quando Elisabetta ha compiuto 80 anni ha invitato a pranzo i nati nel suo stesso giorno. Compleanni personali e genetliaci ufficiali le hanno comunque riservato sempre l’affetto della gente comune. Con l’età che avanzava ha mostrato sempre più il volto che celava dietro alla maschera della regina. Sono traspariti le emozioni, i gesti di normalità e anche l’humour, come quando organizzava picnic con personalità del governo in palese difficoltà con l’etichetta.Al traguardo del novantesimo si è concessa una passeggiata a Windsor e ha incontrato i coetanei. Arrivata a 95 volevano attribuirle il Premio anziana dell’anno ma cortesemente aveva declinato sostenendo che si è anziani quando ci si sente così, lei quindi non possedeva i requisiti e poi c’erano certamente persone più meritevoli. L’epilogo con le amarezze negli affetti familiari All’epilogo dell’esistenza si ritrovò nel 2021 senza l’amato Filippo morto a 99 anni, e col nipote Harry duca del Sussex che non gli risparmierà la profonda amarezza di una sulfurea intervista a Oprah Winfrey contro la famiglia che farà il giro del mondo, assieme a un’autobiografia impietosa. Senza tralasciare l’incontenibile sequela di scandali del figlio Andrea, amico e complice di Jeffrey Epstein, accusato da una minorenne e portato a giudizio a New York, con strascichi pesanti anche nel presente, la privazione dei titoli e la pubblica esecrazione. Elisabetta II se né andata l’8 settembre 2022, novantaseienne, dopo aver regnato 70 anni e 214 giorni ed essere diventata simbolo della monarchia britannica. Forse persino suo malgrado.