Da dirigente dei servizi in grande ascesa, considerato ben visto dal governo Meloni come dai suoi predecessori, a indagato nella torbida inchiesta sulla «Squadra Fiore», che usava i fondi dei servizi italiani per acquistare a prezzi stratosferici software “da università” e, stando alla accuse, con le banche dati dell’intelligence faceva dossier anche per privati, nell’arco di meno di due anni, dal 2024 al 2026. E’ lo strano destino del cinquantenne Giuseppe Del Deo (che ha festeggiato il compleanno proprio la scorsa settimana), ora indagato per peculato, accesso abusivo a sistema informatico e violazione della legge istitutiva dei servizi segreti. Chi è Giuseppe Del DeoNei primi tempi del governo Meloni, Del Deo era considerato in ascesa, tanto da essere scelto dalla stessa Giorgia Meloni come numero due del Dis, il vertice di coordinamento degli 007, nell’estate del 2024. Poi, due vicende lo mettono in ombra, la prima perché lo collega ai controlli dell’allora compagno della premier, Andrea Giambruno, da parte di uomini dei servizi segreti. La seconda che lo vede coinvolto nelle intercettazioni ai danni del capo di gabinetto della premier, Giuseppe Caputi, avvenute quando Del Deo era all’Aisi, i servizi segreti che si occupano di questioni interne. Le due vicende lo costringono a lasciare i servizi nel 2025, con uno strano pre pensionamento ad personam, a nemmeno 52 anni. Ora, l’inchiesta del Ros coordinata dal procuratore aggiunto di Roma, Stefano Pesci delinea un quadro fosco, in cui gli interessi privati si incrociano con inchieste di alto livello. La squadra Fiore e «i neri”L’inchiesta, che oggi 20 aprile ha avuto un’improvvisa accelerazione con le perquisizioni degli indagati da parte del Ros e la notifica di due decreti di perquisizione ampiamente documentati, nasce dalle indagini sul caso Equalize partito a Milano. Samuele Calamucci, al centro dell’inchiesta milanese, racconta agli inquirenti di essere entrato in contatto con una squadra, la «squadra fiore”, di cui fanno parte agenti ed ex agenti dei servizi segreti. E almeno due dei presunti appartenenti a questo gruppo, Rosario Bonomo e Francesco Rossi, sono a loro volta in contatto con una stretta collaboratice di Del Deo. E’ nelle conversazioni tra loro tre che, per la prima volta, si citano «i neri di Del Deo» e si dice che Carmine Gallo, il poliziotto deceduto che avrebbe fatto parte di Equalize, era andato a trovare Del Deo nella sede di Aisi. I «sette otto milioni»In quelle stesse conversazioni viene fuori anche un’altra storia. Quando Del Deo era responsabile del servizio economico dell’Aisi e gestiva autonomamente una linea di credito della Presidenza del consiglio dei ministri avrebbe sottoscritto una serie di contratti e forniture. Tra tutti, quello più sospetto riguarda un software del valore di 10 milioni di euro elaborato da una società, la Sind, che ha avuto in palazzo Chigi l’unico committente. Quando, a luglio 2024, palazzo Chigi ha scelto di uscire dall’accordo per la fornitura del software è venuto fuori che il presunto sistema di gestione di alto liello era, in realtà, un «software universitario opensource» e che il prezzo di 10 milioni era a dir poco sopravvalutato. Enrico Fincati e Nicola Franzoso, però, non sono dei fornitori a caso per Del Deo. Sono in contatto con la sua famiglia, a vario titolo (la madre è stata loro socia nel 2012). Il militare frequenta spesso il loro residence in Umbria, il Relais Gli Ulivi, ci manda frequentissimamente i suoi collaboratori e persino il suo personale domestico. Insomma, secondo gli inquirenti, c’è «elevata probabilità indiziaria” che Del Deo sia socio dell’agriturismo di proprietà della Sind. I casini dal VaticanoNon è l’unico elemento che andrà chiarito. Nelle intercettazioni in cui una collaboratrice di Del Deo parla con Bonomo – che poi verrà fuori essere un presunto membro della «Squadra Fiore» – i due accennano al fatto che i «neri di Del Deo» avrebbero fatto «casini dal Vaticano». Nel frattempo, in una nota, la società Cerved Spa ha fatto sapere che «le contestazioni mosse al Presidente Giuseppe Del Deo riguardano esclusivamente condotte riferite al periodo in cui ricopriva incarichi istituzionali nell’ambito dell’intelligence nazionale». Cerved Spa è estranea alle indagini. L'articolo Tutti gli affari di Del Deo, ex numero due degli 007 italiani: dal Relais in Umbria al gruppo «dei neri» che ha fatto «casini dal Vaticano» – Le carte proviene da Open.