Il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore russo a Berlino in seguito alle “minacce dirette della Russia contro obiettivi in Germania”. Il riferimento è alla lista, pubblicata dalla Difesa di Mosca, di 21 aziende europee impegnate nella produzione di componenti per droni destinati all’Ucraina e quindi indicate come obiettivi militari. Nell’elenco figurano anche tre aziende con sede in Germania (la DaVinci Avia GmbH e la Airlogix, entrambe nell’area di Monaco di Baviera, nonché il produttore di motori 3W Professional a Hanau, in Assia). Le minacce “sono un tentativo di indebolire il nostro sostegno all’Ucraina e la nostra determinazione. La nostra risposta è chiara: non ci lasceremo intimidire“, comunica la diplomazia dell’esecutivo Merz in un post su X. La convocazione arriva nello stesso giorno in cui una cittadina tedesca di 57 anni è stata arrestata dai servizi russi con l’accusa di aver pianificato un attentato: il tweet non cita esplicitamente la circostanza, ma definisce “inaccettabili” sia le minacce sia “ogni forma di spionaggio in Germania”.Intanto la presidenza cipriota del Consiglio Ue fa sapere di aver incluso nell’ordine del giorno della riunione di mercoledì del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri, “la modifica del regolamento del Quadro finanziario pluriennale 2021-27, ultimo elemento necessario per consentire l’erogazione del prestito di novanta miliardi di euro all’Ucraina” concordato lo scorso dicembre. Per erogare i fondi era necessaria una modifica al bilancio Ue, finora bloccata dal governo ungherese: la calendarizzazione è stata decisa alla luce dei risultati delle elezioni in Ungheria, dove il filo-russo Viktor Orbán è stato sconfitto da Peter Magyar. Una volta che la modifica sarà stata approvata dal Coreper, “verrà avviata una procedura scritta per la sua adozione definitiva”, comunica la presidenza.L'articolo Berlino convoca l’ambasciatore russo: “Minacce inaccettabili a obiettivi in Germania”. Verso ok al prestito Ue a Kiev proviene da Il Fatto Quotidiano.