È una sera di novembre 2023. Due uomini si avvicinano all’automobile di Andrea Giambruno parcheggiata sotto casa di Giorgia Meloni al Torrino. Il conduttore Mediaset è dalla ex compagna e madre di sua figlia Ginevra. Davanti all’abitazione c’è una pattuglia di sorveglianza del commissariato Eur. È l’agente di servizio a segnalare, alle 3 di notte, l’arrivo di una vettura da cui escono due figure. Hanno una torcia o un cellulare per illuminare, si muovono intorno alla macchina dell’ex compagno della premier. L’agente scende dalla macchina e chiede loro di identificarsi. I due si presentano come «colleghi», mostrano un distintivo ma non si identificano e subito dopo risalgono in macchina e si allontanano. Questa è una delle storie che ha messo nei guai Giuseppe Del Deo. Oggi sotto indagine per la Squadra Fiore.La Porsche di Giambruno e i servizi segretiClasse 1973, napoletano, Del Deo muove i primi passi nell’esercito che poi lascia per entrare nei servizi segreti nei quali resterà per 30 anni. Nel luglio del 2023 diventa vicedirettore dell’Aisi, e nel 2024 approda alla vicedirezione del Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. La procura di Roma ipotizzò che quel blitz di novembre fosse «riconducibile ad attività dei servizi segreti interni». Una tesi smentita dal fedelissimo di Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano, di fronte al Copasir. Ma l’indagine è ancora in corso. E ci sono ancora sospetti, fa sapere il Corriere della Sera, sul ruolo di Del Deo nella vicenda. Così come in quella degli accertamenti degli Aisi sul conto di Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidente del Consiglio.La decisioneDopo aver mandato via del Deo, il nuovo direttore del Dis Vittorio Rizzi ha ordinato il ritorno alle amministrazioni di appartenenza di tutto il personale che era stato alle sue dipendenze. Compreso il fratello Gaetano, colonnello dell‘Esercito. Il direttore dell’Aisi ha anche chiuso un contratto da quasi 8,4 milioni di euro con la società Sind, specializzata in cyber sicurezza e tecnologie biometriche. La stessa che si occupò della ristrutturazione della casa di campagna della direttrice Belloni per un costo di 311 mila euro.Il “controllo” a GiambrunoMa il centro di questa storia è il “controllo” a Giambruno. Che non era molto probabilmente un controllo, ma forse l’occasione per avvicinare l’auto di una persona che doveva essere controllata. Repubblica spiega che da quel momento si rompe il rapporto di fiducia tra l’uomo dell’intelligence e la premier. Palazzo Chigi che si convince che dietro quel pasticcio ci sia, direttamente o indirettamente, proprio lui. Del Deo lascia l’Aisi e finisce al Dis. Un caso di promoveatur ut amoveatur. Perché così non ha più incarichi operativi. E nel giro di pochi mesi va in pensione. In anticipo. Con motivazioni ufficiali che restano sullo sfondo. Ma che, almeno dal punto di vista temporale, non sono così oscure: basta unire i puntini.L'articolo Servizi, segreti e complotti: cosa c’entra l’auto di Giambruno con l’inchiesta su Del Deo proviene da Open.