In Spagna si discute dell’impatto del ciclone Trump sull’ultradestra di Vox. Il leader della formazione sovranista, Santiago Abascal, si è chiuso in un silenzio che appare più vile che imbarazzato. Non ha trovato parole per le accuse rivolte dal Presidente Usa al Papa, non ha saputo dare un segnale per solidarizzare con l’alleata e amica Giorgia Meloni, definita dal tycoon come persona deludente e priva di coraggio.Vox da due anni ha abbandonato l’Ecr, il gruppo parlamentare europeo dei Conservatori e riformisti, cui aderisce Fratelli d’Italia, per associarsi ai Patriots for Europe di Salvini e Le Pen. Tuttavia Santiago Abascal ha sempre fatto sfoggio delle particolari affinità ideologiche con Giorgia Meloni, rafforzato dall’amicizia che li unisce. Più volte ospite nel domicilio madrileno del leader spagnolo, è rimasta impressa la scena dei due soci politici sorridenti nella Mini rossa di Abascal. Un’immagine che voleva trasmettere semplicità, intesa, complicità.Donald Trump è diventato un macigno per la destra sovranista europea. Non per Abascal, che sembra prigioniero del suo allineamento con l’asse Washington-Tel Aviv, malgrado gli orientamenti di un’opinione pubblica che rifiuta apertamente guerre e toni belligeranti.I prolungati silenzi di Abascal scuotono non solo la base del partito ma anche settori dirigenziali: alcuni sono intervenuti in difesa di Papa Leone, altri, come la portavoce al Congresso Pepa Millán, hanno ritenuto di dover spendere parole in soccorso di Giorgia Meloni.Abascal però non si agita, un innaturale riserbo è divenuto la sua arma di fronte agli ultimi scenari della geopolitica.È apparso inerme rispetto alle ripetute minacce di Netanyahu alla Spagna di un premier Sánchez critico verso il genocidio di Gaza, o agli attacchi dell’esercito israeliano ai caschi blu spagnoli nel sud del Libano. Un atteggiamento che stride con il proclamato patriottismo, con il convinto elogio delle Forze armate, con la partecipazione massiccia di militari in pensione nelle sue liste elettorali.L’alleanza con Trump non sembra incrinarsi: del resto Vox è una delle formazioni, insieme al partito Fidesz di Viktor Orbán, più attive nella rete internazionale del sovranismo. Un vincolo che, per affinità culturali e linguistiche, ha proiettato la ultradestra spagnola ad intessere forti legami con i movimenti nazionalisti e ultraliberisti dell’America Latina.Molti analisti parlano di un “matrimonio descompensado”, sbilanciato, con Abascal molto più interessato di Trump a vedere crescere l’unione. Il leader iberico non vuole smarcarsi, operazione che ha fatto il Rassemblement National francese con Jordan Bardella il quale ha segnato una netta distanza rispetto alla guerra contro l’Iran. Non così Abascal che, incapace di guardare oltre la dottrina Maga, sembra avvitato in un matrimonio tossico.L'articolo Trump è un macigno per i sovranisti europei: Abascal di Vox si è chiuso in un silenzio più vile che imbarazzato proviene da Il Fatto Quotidiano.