Spotify lancia tre nuove funzioni sulla storia e le influenze dei brani, snobbando l'Italia

Wait 5 sec.

Spotify ha annunciato tre nuove funzioni pensate per chi vuole andare oltre il semplice ascolto e capire cosa c'è dietro un brano: chi lo ha scritto, da dove viene, quali campionamenti usa. Non è una rivoluzione, ma sono aggiunte concrete che cambiano il modo in cui interagiamo con la musica nell'app.Il problema, come spesso accade con Spotify, è che non tutte sono disponibili in Italia, almeno per ora. Vale la pena capire cosa arriva e cosa, invece, dovremo aspettare. About the Song è una funzione in beta che mostra schede scorrevoli con il contesto culturale e le curiosità dietro un brano: l'ispirazione, i retroscena, il momento storico. Le informazioni arrivano da fonti terze rielaborate, non sono prodotte direttamente da Spotify.Per trovarla basta aprire la schermata Now Playing nell'app mobile e scorrere verso il basso. Al momento è disponibile solo per gli utenti Premium in USA, UK, Canada, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Singapore, Nigeria e Sudafrica: l'Italia non c'è ancora. Il DJ di Spotify, la funzione che crea sessioni di ascolto personalizzate con commenti audio, diventa più interattivo: ora possiamo fargli domande mentre ascoltiamo, chiedere raccomandazioni o informazioni sul brano in riproduzione, direttamente dalla homepage dell'app.Anche qui, però, siamo in beta e Spotify stessa avverte che le risposte potrebbero non essere sempre accurate. Il rollout parte in inglese per gli utenti Premium over 18 in USA, Irlanda e Svezia: niente Italia, niente italiano. La funzione più interessante, almeno sulla carta, è SongDNA: una mappa interattiva visibile nel Now Playing che mostra i campionamenti, le cover e le influenze creative dietro ogni brano. È alimentata da WhoSampled, il database di campionamenti che Spotify ha acquisito, e permette di risalire alle origini di un pezzo o scoprire chi ha campionato chi nel corso dei decenni.L'idea è buona perché Spotify ha sempre puntato sulla scoperta musicale, e SongDNA aggiunge uno strato di contesto storico che piattaforme come Apple Music non offrono in modo altrettanto strutturato. Anche questa funzione è riservata agli utenti Premium, ma Spotify non ha ancora comunicato una lista precisa di mercati supportati al lancio (ma non scommetteremmo sull'Italia).Nel complesso, queste tre funzioni confermano che Spotify vuole trasformarsi da semplice lettore musicale a enciclopedia interattiva della musica: un'ambizione che ha senso, ma che per noi in Italia resta ancora in gran parte sulla carta.L'articolo Spotify lancia tre nuove funzioni sulla storia e le influenze dei brani, snobbando l'Italia sembra essere il primo su Smartworld.