Iran, Meloni: “Al lavoro per garantire navigazione a Hormuz”. Schlein: “Navi italiane solo con la pace”

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“Mentre venivo qui l’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è nuovamente chiuso”. Giorgia Meloni è in macchina verso il Salone delle Fontane, a Roma, per partecipare alla 76esima assemblea nazionale di Federalberghi, quando le agenzie iniziano a battere la notizia che, dopo il vertice dei volenterosi a Parigi, pochi si aspettavano: Teheran richiude Hormuz in risposta al blocco statunitense. “Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l’instabilità che sta diventando la normalità. Il quadro cambia continuamente”, dice la premier una volta salita sul palco. Poi però assicura: il governo è “al lavoro ogni minuto per stabilizzare il quadro” e “per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante di estrema importanza per molti Paesi”.Parole che confermano l’impegno preso due giorni fa, di fornire unita navali italiane in presenza di una tregua permanente e con il via libera del Parlamento. E che fotografano la preoccupazione dell’esecutivo per un’area strategica da cui transita una quota rilevante delle forniture energetiche mondiali. La chiusura del corridoio marittimo rischia infatti di avere effetti immediati sui mercati e sui prezzi dell’energia, con ricadute dirette anche sull’economia europea. La presidente del Consiglio rivendica allora ancora una volta il lavoro svolto sul fronte energetico ben prima dell’ultima escalation. “Io mi sono occupata personalmente di energia recandomi prima in Algeria, poi nei Paesi del Golfo, per garantire che questa nazione non avesse contrazioni nell’approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali. La stessa cosa che farò in Azerbaigian tra un paio di settimane”, afferma, e torna a indicare la linea del governo: diversificare le fonti e conseguentemente rafforzare la sicurezza energetica del Paese.Dal fronte delle opposizioni, il vertice di Parigi ha lasciato un certo scetticismo. Per la segretaria del Pd Elly Schlein, che parla dal ‘Global progressive mobilisation’ a Barcellona, non pare abbia portato “né a una cornice chiara né a un accordo chiaro. Vedremo e valuteremo”. La deputata dem pone condizioni nette su un eventuale impiego di navi italiane nell’area di Hormuz, evocato da Meloni al termine dell’incontro all’Eliseo. Servono “pace e un chiaro mandato multilaterale”, precisa Schlein, prendendo le distanze da iniziative non inserite in una cornice internazionale definita: nulla di simile al ‘Board of Peace’ per Gaza a cui, ripete, “l’Italia non avrebbe dovuto partecipare”.Su un piano diverso si muove il leader del M5S Giuseppe Conte, che alla crisi in Iran e al dossier energetico europeo lega la guerra in Ucraina. Conte chiede di “fare subito un negoziato”, coinvolgendo anche la Cina, un “player importante e che si è offerto sin dall’inizio”. “Arriviamo a una soluzione perché dobbiamo comprare il gas russo – è il pensiero di Conte – che è più conveniente per le nostre imprese e per i nostri cittadini”. Secondo l’ex premier, l’Europa avrebbe fallito nel promuovere una reale iniziativa diplomatica e oggi pagherebbe il prezzo di scelte energetiche più onerose, a partire dall’acquisto di gas americano. A Bruxelles, critica, “abbiamo dei governanti che non riescono ad assumere un’iniziativa diplomatica, a restituire forza e dignità alla politica”.Questo articolo Iran, Meloni: “Al lavoro per garantire navigazione a Hormuz”. Schlein: “Navi italiane solo con la pace” proviene da LaPresse