L’esercitazione della Marina americana prevedeva l’utilizzo di unità navali autonome, in uno scenario di crisi, che potrebbe riguardare – si spera non accada mai – un conflitto con la Cina. Ma gli ufficiali hanno scoperto durante l’attività che più del Dragone, dovevano preoccuparsi di un altro “nemico”: Starlink.Secondo documenti visionati dall’agenzia Reuters, l’esercitazione programmata nell’agosto 2025 non è andata a buon fine: il motivo è da ricondurre ad una interruzione della rete dei satelliti di Elon Musk. Il risultato è che una ventina di unità senza pilota sono andate alla deriva lungo la costa della California, con le operazioni che per quasi un’ora hanno riscontrato molte difficoltà di comunicazione. La Reuters, oltre ad avere accesso al dossier, ha consultato anche documenti della Marina e parlato con una fonte.L’episodio riaccende il dibattito sulla guerra del futuro: se è vero che il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina ha dato modo a Kiev di tracciare una strada nuova in materia di droni, anche navali, risultati molto efficaci e grazie ai quali non c’è stato bisogno di schierare soldati in carne ed ossa, dall’altro una dipendenza totale da un unico soggetto può risultare fatale. In questo caso, il Pentagono ha verificato di essere dipendente da Starlink. Grazie a una costellazione in orbita terrestre di quasi 10.000 satelliti, Musk può fornire alle forze armate una vasta rete per intercettare attacchi da parte di avversari, o favorire attività offensive.C’è da dire che Starlink non è l’unica concorrente del settore; appena pochi giorni fa Amazon ha annunciato un accordo da 11,6 miliardi di dollari per l’acquisizione del produttore di satelliti Globalstar. Ma è Musk in questo momento ad essere un partner privilegiato, tanto che la US Space Force ha affidato il lancio del suo satellite GPS a un razzo SpaceX, dopo che era emerso un problema tecnico nel razzo Vulcan prodotto dalla United Launch Alliance (Boeing e Lockheed Martin).Ci sono almeno due episodi che evidenziano la criticità di affidarsi unicamente a Starlink; il primo risale all’anno scorso, quando Musk ha disattivato i servizi per l’esercito ucraino impegnato sul campo contro i russi. Il secondo episodio riguarda una copertura delle unità americane a protezione di Taiwan. Si tratta di un fatto controverso, negato da SpaceX.In ogni caso, la Marina americana punta molto sulla forza delle imbarcazioni senza pilota prodotte da BlackSea e da Saronic. Ma questi droni navali hanno difficoltà ad essere pilotati da remoto senza Starlink; già un anno fa, nell’aprile 2025, durante una serie di test della Marina in California, erano state evidenziate queste problematiche: Starlink non riusciva a fornire una rete stabile a causa dell’elevato consumo di dati necessario per controllare più sistemi, come appurato da Reuters sempre avendo accesso a documenti della Marina. Perchè allora il Pentagono non cerca alternative? Il ragionamento, secondo alcuni esperti, sta nella convenienza: si può accettare come rischio calcolato che una ventina di droni marini vadano alla deriva se si considera nel suo complesso il servizio di Starlink, relativamente economico e disponibile per le forze armate americane. Fino a quando si parla di “giochi di guerra” e nessuno si fa male, s’intende.L'articolo Starlink si spegne e i droni della Marina Usa vanno alla deriva. Il Pentagono scopre di essere dipendente dai satelliti di Musk proviene da Il Fatto Quotidiano.